Due partite, tre assist vincenti. Meglio ancora: i tre passaggi decisivi per altrettanti gol della Roma dispensati nell'arco di 143 minuti. Nemmeno il tempo di rientrare in campo dopo due mesi di assenza e Lorenzo Pellegrini ha già dimostrato di essere tornato in grande stile. E subito determinante. Come se lo stop non avesse scalfito di un grammo il suo peso specifico per la squadra. Prima ha contribuito a piegare la resistenza del Brescia, poi ha conquistato Istanbul, ammutolendo perfino Erdogan, presente in tribuna a tifare per il suo Basaksehir. Risultato complessivo: dal ritorno del 7 sono arrivati sei punti in quattro giorni, dall'Italia all'Europa.

Merito anche delle sue straordinarie capacità di suggeritore: Pellegrini sa indovinare corridoi invisibili agli altri normali giocatori. Una dote che sembra ereditata da un altro romano cresciuto a Trigoria. Da Totti ha tratto l'esempio per mandare i compagni in porta, prima che gli avversari si rendano conto di cosa accada. Da De Rossi il carattere, che ha mostrato in dosi consistenti anche in Turchia, accompagnato da un corollario di serietà fuori dal comune: quando l'oggetto lanciato dagli spalti lo ha colpito, Lorenzo non ha fatto una piega. Avrebbe potuto accasciarsi al suolo, come fanno tanti suoi colleghi per molto meno. Invece con la maglia intrisa di sangue, si è fatto medicare e senza battere ciglio è tornato subito sulla bandierina del fattaccio a battere il corner. La sua prestazione da conturbante è diventata con turbante.

Poi al minuto 71, col risultato in ghiaccio anche grazie alle sue invenzioni, è uscito dal campo assieme a chi ne ha beneficiato ancora una volta. Col ragazzo cresciuto nel vivaio alle spalle, Dzeko si trova a meraviglia: lo certificano i numeri, lo confermano le parole dei due protagonisti. Prima e dopo il match contro il Basaksehir. «Mi piace molto mettere il compagno in porta - le parole di Pellegrini durante la conferenza della vigilia - e ci scherzo tanto soprattutto con Edin perché mi chiede sempre di fare assist a lui».

La risposta a distanza del bosniaco nell'immediato post-partita: «Gli ho detto: "in Serie A ne hai fatti cinque, in Europa League devi farne di più", e lui ne ha fatti subito due». I conti suggeriti dal centravanti sono facili: sette assist complessivi del 7. Il difficile è collezionarli in nove presenze (e appena 683 minuti, uno ogni 97') come ha fatto lui.

Tutto il resto è gioia. Quella del giorno dopo il trionfo in Turchia, che ha decretato l'ascesa della stella di San Lorenzo anche a Oriente. Lui ieri ha festeggiato sui social, come da abitudine consolidata: «Che squadra!», il primo messaggio, seguito dagli hashtag "As Roma" e "Famiglia", binomio indissolubile per chi ce l'ha nel sangue. Instagram è poi diventato teatro dell'idillio anche virtuale fra Pellegrini e Dzeko: entrambi con la foto dell'abbraccio seguito alla combinazione che è valsa il 3-0, abbinata a tanto di cuori. E per chiudere in bellezza, anche la Uefa ha premiato il trequartista giallorosso, inserendolo nell'undici ideale di questo turno di Europa League.