Protagonista di un ottimo avvio di stagione con la maglia della RomaPau Lopez ha concesso una lunga intervista al programma "El Transistor" su Radio Onda Cero, con José Ramón de la Morena e Mario Gago, parlando dei suoi primi mesi romani, ma tornando anche sulla trattativa estiva che lo ha portato in giallorosso.

Roma e la Roma

"Sono contento a Roma, mi sono completamente adattato alla città e alla squadra e sportivamente non posso lamentarmi di nulla, sto giocando tanto e sono molto contento del mio trasferimento di quest'estate. Alla fine qui la vita non è cosi diversa dalla Spagna, è stato molto più difficile adattarmi in Inghilterra. Qui la lingua è molto più facile da imparare anche grazie ai colleghi argentini che mi hanno dato una mano, soprattuto per le cose quotidiane della città. In passato sono venuto a Roma con la mia famiglia e non mi aveva fatto una grande impressione. Quando sono venuto a viverci l'ho vista da un punto di vista differente. Inoltre, vivo vicino al centro della città, e posso così viverla più a fondo. Il traffico? È vero che c'è traffico a Roma, ma non è paragonabile al caos di Londra…". Sulla trattativa Betis-Roma, lo spagnolo è tornato sulla riduzione dell'ingaggio. "Ero felice a Siviglia e anche la mia famiglia era contenta, ma alle fine della stagione mi chiamò il mio procuratore parlandomi del forte interesse dei ‘giallorrossi', loro si sono dimostrati molto decisi nel volermi e hanno provato a fare di tutto per convincermi. Per questo ho deciso di lasciare la Spagna, sapevo che si sarebbe rivelato un momento di crescita per la mia carriera. La Roma è un club molto importante e penso di aver fatto la cosa giusta. È vero che mi sono ridotto lo stipendio? Il Betis chiedeva molto di più di quanto avevano concordato in un primo momento, e alla fine la Roma e io abbiamo fatto uno sforzo per poter concludere al meglio la trattativa. Non sarò né il primo né l'ultimo che ha fatto questa cosa e che la farà in futuro".

Juve, Ronaldo e Serie A

Pau Lopez ha poi parlato del calcio italiano in generale, rispondendo anche ad alcune domande sulla Juve e su Cristiano Ronaldo. "Si vede che il livello della Juve è un po' sopra quello del resto delle altre squadre, hanno un plus rispetto alle avversarie. Quando la partita diventa complicata, alle fine viene sempre fuori uno dei loro campioni che la risolve, anche se non stanno giocando bene. Hanno grinta, difendono bene e alle fine vincono. Oltre ad avere giocatori molto forti in attacco, sono una squadra che lavora molto bene sulla fase difensiva, tutti sanno quello che devono fare, non mollano nessun pallone, per questo sono sempre in testa della classifica. Ronaldo forse non sta segnando tanti gol come faceva al Real Madrid, ma comunque la Juve ha altri attaccanti forti. Lui è ancora molto determinante, è tra i migliori del mondo ed avere Cristiano nella tua squadra ti garantisce sempre i gol. Il portiere in Italia è più protetto? Non è vero, sono rimasto stupito perche molte squadre nel calcio italiano hanno una buona fase offensiva. La maggior parte delle squadre con cui abbiamo giocato sono squadre che impostano l'azione dal basso, che provano a fare le giocate ed è difficile togliergli palla. Prima di arrivare pensavo che il calcio italiano fosse molto più difensivo e non è cosi".