C'è stato un tempo in cui le partite di calcio avevano un significato speciale. Non tanto per il risultato, per il trofeo in palio o per le giocate di chi era in campo, ma per il momento storico e il luogo in cui si sono disputate. C'è stato un tempo in cui quando giocavi nelle coppe europee contro una squadra tedesca eri costretto a chiederti: "Giochiamo a Est o a Ovest?" 

A separare fisicamente le due Germanie, a partire dal 1961, c'era un muro eretto nella città di Berlino che così è diventata il simbolo del mondo diviso in due blocchi. E fino a quando in una notte di novembre del 1989 quella barriera di cemento e filo spinato non è stata abbattuta dai tempi che stavano cambiando e dalla forza dirompente di una nuova generazione di tedeschi, solo lo sport poteva squarciare quella cortina di mistero che avvolgeva l'Europa orientale.

E anche la Roma è entrata a far parte di questa storia visto nei 28 anni in cui il Muro di Berlino è stato in piedi lo ha attraversato per tre volte sfidando squadre della Germania Est. In realtà una prima visita nella zona orientale c'era già stata nel 1963 per i sedicesimi di finale la Coppa delle Fiere in casa dell'Herta Berlino che però proprio da quell'anno gioca all'Olympiastadion, nella parte occidentale della città. I giallorossi liquidano i tedeschi con un 3-1 grazie alle reti di Schutz, De Sisti e Leonardi. Nel ritorno all'Olimpico ancora Schutz e un gol di Orlando regolano l'Herta per il 2-0 finale.

Carl Zeiss Jena-Roma

La prima vera visita della Roma oltre la cortina di ferro arriva il 1° ottobre 1980 in occasione della gara di ritorno del primo turno di Coppa delle Coppe contro il Carl Zeiss Jena, una città del distretto di Erfurt distante poche centinaia di chilometri dal confine occidentale. All'andata i giallorossi si sono imposti per 3-0 grazie ai gol di Pruzzo, Ancelotti e Falcao, ma nel secondo incontro vengono travolti dalla squadra tedesca che nel tripudio dei 16mila spettatori dell'Ernst-Abbe-Sportfeld vince per 4-0.

Dynamo Berlino-Roma

C'è ancora Berlino nella storia tra la Roma e la Germania Est. Coppa dei Campioni 1983/84, nei quarti di finale i giallorossi incontrano la Dynamo Berlino regolata all'andata con un secco 3-0 firmato Graziani, Pruzzo, Cerezo. Il 21 marzo 1984 si gioca il ritorno al Friedrich-Ludwig-Jahn-Sportpark, stadio che si trova nel quartiere di Prenzlauer a meno di 6 km dal Check Point Charlie, l'iconico varco d'accesso alla parte orientale della città. Memore dell'esperienza di Jena, la Roma fa una gara più accorta e passa anche in vantaggio con Oddi ma subisce comunque la rimonta della Dynamo che vince 2-1. Ma è una sconfitta indolore che permette comunque alla Roma di passare il turno: quella fantastica squadra si fermerà solo nella finale dell'Olimpico contro il Liverpool.

Dynamo Dresda-Roma

L'ultima visita a Est della Roma è contro la Dynamo Dresda per gli ottavi di finale di Coppa Uefa in una città in pieno territorio sovietico e lontana dai confini occidentali. L'andata si gioca il 23 novembre del 1988 su un campo ai limiti della praticabilità a causa del ghiaccio e della neve. La poco abitudine a giocare in quelle condizioni favorisce la squadra di casa che passa prima su calcio di rigore e a pochi minuti dalla fine chiude il match sul 2-0. La Roma conferma la sua pessima tradizione in Germania, che continua ancora oggi visto la fresca sconfitta in casa del Borussia Moenchengladbach, ma cade anche all'Olimpico (0-2) venendo così eliminata.

Meno di un anno dopo il Muro di Berlino sarebbe caduto e nel giro di pochi mesi la Repubblica Democratica Tedesca non esisterà più. Da quel momento non ci sarà più bisogno di specificare "Est" o "Ovest" quando si affrontano squadre tedesche. L'occasione per la Roma capita nel 1993 per i quarti di finale di Coppa Uefa contro il Borussia Dortmund all'andata vinciamo 1-0 ma il 18 marzo si gioca al Signal Iduna Park e puntuale arriva la sconfitta che vuol dire eliminazione. Ma quel punto era solo una partita in Germania.