Il portiere della Roma Alisson Becker nei giorni scorsi ha parlato ai microfoni della testata brasiliana Folha de S. Paulo. Queste le sue parole: "Ho lavorato duro per arrivare dove sono arrivato, per conquistare la nazionale. Non la voglio perdere"

La scorsa stagione hai giocato in 15 partite ufficiali, subendo 17 gol. Quest'anno, da titolare, 24 match e 18 gol subiti, meno di uno per partita. Come spieghi questa evoluzione?

La nostra squadra ha cambiato le caratteristiche: l'anno scorso era più offensiva e non così organizzata a livello di squadra. C'erano molte occasioni, lasciavamo creare gli avversari. Ora la squadra è più stabile difensivamente. La questione di aver giocato di più mi ha aiutato.

Quali sono le prospettive della Roma in Champions League? E in campionato?

In Champions League nessuno si aspettava ci qualificassimo in un girone con Chelsea e Atletico Madrid, due giganti del calcio europeo. Sappiamo che sarà difficile, ma crediamo nel nostro potenziale. Siamo concentrati sull'affrontare ogni gara come se fosse l'ultima, come se fosse una finale. Cercheremo di fare l'impossibile per vincere. Il campionato italiano è aperto. Ci sono cinque squadre in lotta per il titolo. Abbiamo una grande chance di portare questo titolo che Roma non conquista da tanto tempo. Voglio vincere e dare una gioia ai tifosi.

Come valuti la tua capacità di giocare con i piedi?

Ho sempre avuto questa caratteristica, questo stile. Ho avuto un allenatore nelle giovanili, Andrè Jardim, che mi ha aiutato. In quel periodo il Barcellona con Guardiola iniziò a far giocare con i piedi il portiere. Mi è sempre piaciuto partecipare al gioco. Il portiere è più attento, mantiene alta la concentrazione. Deve essere pronto ad intervenire su un lancio, un rinculo della palla. Da quegli allenamenti ho iniziato a giocare con questo stile, mi sono allenato e sono arrivato nei professionisti con questa caratteristica.