Baciala, Nicolò, baciala. Baciala quella maglia che ci rappresenta, te lo puoi permettere. Baciala perché contro il Milan, insieme a tutti i tuoi compagni, l'hai rispettata, onorata, resa ancora più bella con quel sinistro in fondo alla rete, pallone da una parte, Donnarumma dall'altra, gioco, partita, incontro per una vittoria che può dare tutto un altro senso a questa stagione, a questa Roma incerottata capace di andare oltre anche alla sfortuna, ribadendo che quando fai gol la tua e nostra Roma non perde (cinque vittorie e tre pareggi).

Baciala, Nicolò, baciala. E quando ti verranno a bussare alla tua porta e dallo spioncino vedrai valigie piene di soldi, ricordati di questa serata. Sì, certo, per il gol, ma soprattutto per quel coro che la Sud ha spedito a Capello colpevole di una frase perlomeno infelice nei tuoi confronti. Coro certo non d'affetto (Capello pezzo di emme) nei confronti dell'allenatore che, pure, ci ha portato al terzo scudetto. Ricordatelo quel canto e sappi che una cosa così non ti potrà mai capitare in nessuna altra parte del mondo, solo qui, da tifosi per i quali valgono più le emozioni degli scudetti, anche se, per carità, vincerne uno ogni tanto non ci dispiacerebbe, e sapessi quanto sarebbe straordinario vincerne un altro, roba che non la dimenticheresti mai. Baciala, Nicolò, baciala quella maglia che per noi è come una seconda pelle e, a dirla tutta, oggi nel calcio del terzo millennio dove vince chi offre di più, è un gesto che ci convince sempre meno, complici i tanti mercenari tuoi colleghi pronti sempre a vendersi al miglior offerente per andarne a baciarne un'altra. Ma te quella maglia che ci rappresenta, l'hai voluta, difesa, rispettata, onorata, nonostante le mille sirene che già ti hanno cantato intorno per andare da qualche altra parte. Te, invece, hai voluto rifirmare un nuovo contratto con la Roma, lo hai sempre detto, non hai tradito. Siamo perfettamente consapevoli che chissà cosa ti e ci riserverà il futuro in questo calcio che progressivamente sta perdendo la sua anima più pura, ma quando sarà ricordati quel coro della Sud che ha saputo regalarti uno straordinario gesto d'amore. E chissà che ricordando...

Le parole

Inevitabile che il ragazzo arrivato dall'Inter in uno scambio con Nainggolan che in casa nerazzurra stanno ancora dando le capocciate al muro, a fine partita sia stato il più ricercato da microfoni e telecamere. E allora raccontaci questa notte, questo bacio, quel gesto d'amore: «Siamo stati bravi sia in fase difensiva che offensiva, come ci aveva chiesto il nostro allenatore, questo è stato il segreto. Abbiamo giocato da squadra dal primo all'ultimo minuto, la vittoria è stata meritata, avremmo potuto segnare anche altri gol. È stata una bellissima serata, sì, ho baciato la maglia. Ma la cosa più importante sono stati i tre punti li volevamo, li abbiamo ottenuti, meritando. Siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista, in particolare nella determinazione e nel rincorrere gli avversari. La mia una risposta a Capello? Io penso ad allenarmi giorno dopo giorno per migliorare, poi lascio parlare il campo. Voglio ringraziare i tifosi, il nostro pubblico è fantastico, sempre presente, mi hanno applaudito anche quando ho giocato meno bene. Spero di farli gioire ancora tante altre volte. Il gol? Ho guardato Donnarumma, lui andava da una parte e io l'ho piazzata dall'altra. Nella seconda occasione, invece, il portiere del Milan è stato bravo a prendere il mio tiro». Con il Milan sono arrivati tre punti che rilanciano le ambizioni Champions della Roma, ora il quarto posto del Napoli è a un punto e domenica prossima la squadra di Ancelotti si presenterà all'Olimpico: «Una partita alla volta. Ora dobbiamo continuare così, a partire da mercoledì quando andremo a giocare sul campo dell'Udinese. Vogliamo continuare a vincere, vogliamo vincerle tutte. Io sto bene, sono uscito soltanto per un principio di crampi, del resto avevamo giocato novanta minuti tirati tre giorni prima in Europa, verso la fine la stanchezza si stava facendo sentire. Il mio ruolo? Mi trovo bene sia come mezzala, sia come trequartista che come esterno offensivo. Gioco dove mi dice il mister, non penso a me ma alla Roma». Baciala, Nicolò, baciala.