Svetta al di sopra delle chiacchiere che lo riguardano (a sproposito) e, dopo aver spedito il pallone in rete, Nicolò Zaniolo si tappa le orecchie. Per non sentire e per non dare peso a certe attenzioni, fin troppo spesso negative, che di recente in tanti gli stanno riservando. Nicolò guarda oltre, avanti, anzi al di sopra dei discorsi e delle frasi fatte sul suo conto. Rispondendo a chi vorrebbe farlo passare come un "modello negativo", un esempio da non seguire. Lui, vent'anni compiuti a luglio, festeggia così il quarto gol in Europa della sua carriera, che - è bene ricordarlo - è iniziata appena un anno fa.

Nick replica così a Fabio Capello, che mercoledì sera si è raccomandato con l'interista Esposito di «non fare come Zaniolo». Perché evidentemente essere eletto miglior giovane della scorsa Serie A (conclusa con 27 presenze e 4 reti), essere stabilmente convocato in Nazionale, diventare il più giovane italiano di sempre a segnare una doppietta in Champions League ed essere rimasto a Roma (rispedendo al mittente le avance di altre squadre) è un esempio negativo. Così è, se vi pare. L'importante è che Zaniolo si tappi le orecchie e continui a giocare a calcio come sa fare, infischiandosene del fastidioso ronzio che inevitabilmente continuerà ad accompagnarlo. L'importante è che continui a far bene con e per la Roma: «tutto il resto - diceva un celebre scrittore - è buio». Il polverone alzato mercoledì sera dall'ex tecnico ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri, come prevedibile. La madre, Francesca Costa, su Instagram ha scritto: «La tua strada te la sei segnata tutta da solo - le parole di Francesca Costa - È un esempio per tantissimi ragazzini che ci scrivono ogni giorno e sperano di essere come te. Tu dovresti continuare a essere un esempio, non una strada da evitare, per tutti i tuoi coetanei e i più giovani, compreso il bravissimo Esposito.

Sperando che tutta questa campagna di cui non capisco il motivo non ti destabilizzi». A lei si è aggiunta, nel pomeriggio, una lunga riflessione di Claudio Vigorelli, agente di Zaniolo: «Le luci dei riflettori sembrano aver fatto allungare intorno a Nicoló l'ombra dello stereotipo del "bad boy" che non gli appartiene. Credo che alla sua età - verdissima - ci sia anche il diritto di poter essere compreso quando s'incappa in qualche errore, peraltro più di forma che di sostanza, ed in ogni caso già emendato. Da qui a trasformarlo in modello negativo, ritengo che il passo sia lungo. Troppo - prosegue Vigorelli - Questa è l'impressione che ho avuto ascoltando la battuta che un gigante come Fabio Capello ha ritenuto di scambiare col talentuosissimo Esposito dell'Inter, invitandolo a non fare "come Zaniolo". Dispiace che Capello si sia unito, pur sorridendo, ad una corrente di pensiero inutilmente denigratoria nei confronti di uno dei migliori prospetti del nostro calcio. Farlo ergere a modello negativo è ingiusto e ingeneroso, soprattutto se il giudizio viene da un personaggio di altissimo livello come Capello, di cui peraltro - come per tanti grandi - si ricordano peccati di gioventù». Dalla sua parte si sono schierati anche tanti ex compagni, da Scamacca a Pinamonti, che gli hanno fatto i complimenti sui social. Che Nicolò fosse carico era evidente fin dal riscaldamento prepartita: faccia seria, concentrata, mentre in tribuna si accomodavano papà Igor e mamma Francesca. Gol, corsa, giocate, spirito di sacrificio, determinazione e, al momento della sostituzione, gli applausi dello Stadio Olimpico. Ascolti quelli, Nick. Se li conquisti sul campo, come sa fare fin troppo bene: quelli sì, che sono musica per le sue orecchie.