Dove va quel matto di Veretout adesso? Mancano una manciata di secondi e quello parte come un matto, la Roma è ridotta in dieci e privata di due punti che sembravano assai meritati prima che Pairetto non si fosse messo in testa di indirizzarla da una parte sola, regalando al Bologna il rigore del pareggio, negando alla Roma quello del possibile vantaggio, eliminando fisicamente Mancini con due gialli che a essere rigorosi ce ne sarebbe mezzo, e adesso Veretout ci prova ancora, adesso che mancano pochi secondi e ne salta uno e poi due e poi tre e allora vai fino in fondo Jordan, vai che hai visto mai, e in fondo trova Pellegrini che cerca di capire se davvero seminascosto nel cielo nuvoloso di Bologna c'è qualche dio del calcio che s'è rimesso a guardare ora che tutto sembrava perso, e quel dio c'è davvero perché il suo pallone morbido trova Dzeko incredibilmente solo (o meglio, è solo per il gran contromovimento che confonde Denswil) davanti a Skoruspki e il capoccione del bosniaco scuote la palla, il portiere e la rete, e adesso il fiume bianco con quei fulmini giallorossi stampati sopra tracima direttamente sotto il settore dei 3000 che si scompongono tutti e urlano a quel cielo, per una festa che fa uscire tutti pazzi, noi e pure i bolognesi che adesso se la prendono con l'arbitro, perché a loro dire sulle ragione della punizione (sacrosanta) da cui è partita l'assurda corsa di Veretout Pairetto ha dato due versioni diverse, che è come rimproverare a Jack lo squartatore di aver ammazzato un giorno una zanzara.

Finisce così, con la gioia più sfrenata, tre punti d'oro da riportare a Roma e una consapevolezza che finalmente la ruota ha ripreso a girare e l'ha fatto in coda a una partita che sembrava destinata al pareggio (al gioiello di Kolarov, l'ennesimo, su punizione, aveva risposto Sansone su rigore più che stradubbissimo, non rivisto al Var per presunzione) e il Bologna giocando ormai solo in contropiede ha rischiato pure di portarsi in vantaggio, e pure la Roma, ma al terzo e ultimo minuto di recupero (e 2 secondi) Dzeko ha regalato vittoria finale e il quarto posto dopo quattro giornate, dietro alle tre che si sapeva. Ma della Roma no e di questo modo garibaldini di conquistare le vittorie neanche e speriamo sia di buon auspicio considerando che è tutto maturato nel giorno del primo freddo di un lungo inverno.

E infatti in campo non ci sono stati problemi a far andare le gambe dopo appena tre giorni dalla vittoria in Europa League, la Roma nel consueto 4231 asimmetrico con Kolarov altissimo in possesso e poi in linea a 4 in non possesso, il Bologna schierato invece con un centrocampista più basso, Medel, per stemperare l'estro di Lorenzo Pellegrini, e due mediani, Poli e Soriano, quest'ultimo con maggiori licenze di attaccare anche se nel primo tempo i rossoblù lo hanno fatto pochino. La sorpresa iniziale di Fonseca è stata la scelta di Kluivert a danno di Zaniolo, cui evidentemente lo stadio di Bologna non porta bene: l'ultima volta ci ha vissuto l'amarezza del ritiro dell'Under 21 per gli Europei, le prestazioni opache, la doppia ammonizione che gli ha fatto saltare l'ultima partita e la sanzione (poi rimandata a settembre con l'esclusione dalla Nazionale) per il ritardo che ha fatto arrabbiare Di Biagio. E anche stavolta non era entrato benissimo ad inizio ripresa, rimediando un'ammonizione dopo otto minuti davvero stupida, ma poi ha lottato e convinto. Confermato invece Kluivert, un altro dei sempre presenti dall'inizio di Fonseca, con Pau Lopez, Fazio, Kolarov e Dzeko.

@LaPresse

Sul campo il Bologna ha rispettato sin dall'inizio la Roma, rinunciando quasi completamente alle pressioni offensive e attendendo gli avversari nella propria metà campo con tutti gli effettivi, da Destro (preferito a Palacio) ai due centrali. La Roma ha attaccato sempre col suo schieramento asimmetrico, con l'impostazione a tre stavolta con Florenzi basso accanto ai due centrali, con Kolarov ad aspettare il cambio di gioco altissimo a sinistra per innescare in corsa Mkhitaryan che attendeva pronto la giocata che non s'è mai sviluppata, e così il serbo è andato per conto suo, una volta tentando la soluzione personale tagliando dentro al campo (23', fuori di poco), altre volte cercando in area con suggerimenti forti e precisi Dzeko (12', anticipato da Skorupski), poi Pellegrini (38', fermato da Dijks) e infine Kluivert (39', salvataggio di Medel in spaccata). A destra ci hanno provato di meno, ma non senza efficacia nell'impostazione, soprattutto con ottime combinazioni tra Florenzi e Pellegrini: peccato per le conclusioni deboli.

Il Bologna per tutto il primo tempo s'è visto invece solo all'inizio, favorito nella transizione da un paio di errori di appoggio di Cristante e Veretout, e con un bel numero di Soriano su Florenzi, poi assorbito nel cross deviato. Ad inizio ripresa, con in campo Krejci per il dolorante Dijks e presto Zaniolo per Kluivert, il gol è arrivato al 4' con un'altra punizione gioiello di Kolarov dal limite per fallo su Pellegrini, però già all'8' Pairetto l'ha rimessa in parità punendo come falloso un intervento risolutore di Kolarov su Soriano dopo ripartenza ben sviluppata dal Bologna dopo un errore di Mkhitaryan, stavolta non in giornata.

Dopo la trasformazione di Sansone la Roma s'è sentita all'improvviso fragile e non tutelata, il Bologna ha ritrovato invece fiducia e per poco non ha raddoppiato, ma San Pau Lopez ha fatto gli straordinari su un'incursione di Soriano. In cinque minuti sono stati ammoniti tre romanisti e negato subito dopo un rigore che è apparso evidente per il tocco di braccio di Denswil, poi Dzeko e Pellegrini hanno sbagliato delle complicate conclusioni prima che Pairetto espellesse Mancini per un fallo su Santander a braccio alto decisamente discutibile. E quando tutto sembrava perduto, all'improvviso è partito Veretout