AS Roma

Il centrocampo della Roma 2025-26: la scalata al vertice di Pisilli

Niccolò parte in sordina, poi vola. Pellegrini e Koné preziosi, El Aynaoui a corrente alternata. Cristante il più presente del reparto: 46 gare e 2 reti, entrambe cruciali

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
01 Giugno 2026 - 06:00

Non ce ne voglia nessuno dei suoi compagni di reparto, se diciamo che il protagonista del centrocampo della Roma 2025-26 è stato Niccolò Pisilli. Il ventunenne romano, dopo una prima parte di stagione trascorsa per lo più in panchina, si è fatto trovare pronto quando Gasperini lo ha chiamato in causa. Del resto, la prima parte di stagione, in mezzo al campo, era stata appannaggio quasi esclusivo di Cristante e Koné, coppia pressoché inamovibile, al punto da spingere il tecnico romanista a dirottare il nuovo acquisto El Aynaoui sulla trequarti. Tra le linee viene rilanciato anche Lorenzo Pellegrini: dopo un’estate con le valigie pronte (come confermato dallo stesso Gasperini), il numero 7 alla fine rimane nella Capitale e viene “rispolverato” nel derby del 21 settembre; gol decisivo e rinascita per il talento di Cinecittà, che nel corso della stagione si rivela molto utile. Purtroppo un infortunio gli impedisce di partecipare al rush finale, che vede la sua Roma ritrovare la qualificazione in Champions, come nella sua prima stagione in giallorosso dopo il biennio al Sassuolo. 

Proprio quando El Aynaoui cominciava a carburare (in Europa League contro il Midtjylland arriva il primo gol), l’impegno in Coppa d’Africa con il Marocco lo costringe a partire a metà dicembre. Quando, all’inizio del nuovo anno solare, Koné si fa male, allora Gasperini è costretto a puntare su Pisilli. Quando si dice “fare di necessità virtù”: il giovane centrocampista romano brilla gara dopo gara, mostrando una crescita straordinaria sia a livello tecnico-tattico, sia dal punto di vista caratteriale. Niccolò finalmente abbina quantità e qualità, che gli permettono di segnare una doppietta in Europa League contro lo Stoccarda e di diventare una sorta di faro in una Roma che per larga parte del girone di ritorno deve fare a meno di Dybala e Soulé. Se nei primi quattro mesi del campionato colleziona soltanto 4 spezzoni, da gennaio in poi non salta neppure una gara in Serie A. Proprio a margine della gara con lo Stoccarda, Gasp mette a tacere ogni eventuale rumor su una possibile partenza: «È migliorato moltissimo nel recupero palla, ne perde pochissime: siamo di fronte a un ragazzo di valore, che ha capacità negli inserimenti e nella conclusione. Somiglia un po’ a Tardelli e sarà un bel valore aggiunto per noi. Assolutamente non si muoverà da qui». 

Bryan & Co

Cristante rimane in ogni caso il più utilizzato del reparto: con 46 presenze, supera abbondantemente i 3.500’ stagionali. Per lui anche due reti, entrambe molto importanti: quella che regala i 3 punti alla Roma a Firenze il 5 ottobre e quella che - a inizio secondo tempo - sblocca il match casalingo con la Cremonese poi vinto 3-0. Pur con un rendimento piuttosto altalenante, l’ex atalantino si rivela un ago della bilancia prezioso per gli equilibri della squadra di Gasp. Anche perché il suo fedele collega di reparto Manu Koné, nella seconda parte di stagione, deve fare i conti con una serie di infortuni muscolari che lo costringono ad alzare bandiera bianca in ben 11 gare. Partito alla grande, dopo i gol a Genoa e Sassuolo il francese si procura due lesioni alla coscia destra nel giro di tre mesi. Una volta rientrato, salta il derby per un fastidio accusato nella rifinitura, ma prende parte nel finale alla vittoriosa trasferta del Bentegodi che ci regala la Champions. Chiude con 37 presenze complessive, a fronte delle 45 collezionate nella sua prima stagione romanista. Per quanto riguarda El Aynaoui, anche lui giova dell’ottimo finale di stagione giallorosso: oltre al gol nel successo per 2-0 a Bologna, il marocchino torna a mostrare qualche lampo del calciatore visto prima della Coppa d’Africa. 

Tra esordi e addii

Dura invece solo sei mesi la stagione romanista di Tommaso Baldanzi: Gasp lo schiera da trequartista, ma il toscano (escluso dalla lista UEFA) non incide praticamente mai, e a gennaio accetta la chiamata del Genoa, dove ritrova Daniele De Rossi. Sarà invece in ogni caso una stagione memorabile quella di Mattia Della Rocca e Alessandro Romano, entrambi classe 2006, che hanno fatto il loro debutto nel calcio professionistico. Per Della Rocca uno spezzone in Europa League contro il Panathinaikos, per Romano due scampoli in Serie A, contro Lecce e Sassuolo: emozioni comunque indelebili.

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