AS Roma

La difesa della Roma nel 2025-26: solidità ma anche gol pesanti

In Serie A 31 reti subite (solo il Como meglio). Wesley innesto decisivo, Hermoso rinato, Ndicka top

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
31 Maggio 2026 - 07:30

Alzi la mano chi, un anno fa, avrebbe scommesso sulla Roma seconda miglior difesa della Serie A e tra le migliori in Europa. Di certo in pochi ci avrebbero puntato, perché «Gasperini pratica un calcio offensivo, che concede molto agli avversari»: un luogo comune ben noto, ma che non è del tutto vero, come testimoniano i 37 gol incassati dalla sua Atalanta 2024-25. Ebbene, alla sua prima stagione in giallorosso, il tecnico ha persino migliorato quei numeri, portando la Roma a subire soltanto 31 reti, 2 in più rispetto al Como (miglior difesa del campionato) e 4 meno dell’Inter, che si è aggiudicata il tricolore. Merito del grande equilibrio dato dal tecnico di Grugliasco, ma anche dagli interpreti: sia chi il difensore lo fa di mestiere, sia chi occupa altri ruoli, ma nel calcio moderno non è esente dalla fase di copertura.

Tra i pali

«Un grande allenatore disse: “Datemi un portiere che para e un centravanti che segna e al resto penso io”. Ora li ho entrambi e si vede!», disse giusto qualche settimana fa Gasperini con un sorriso. Il riferimento, ovviamente, era a Mile Svilar e a Donyell Malen. Per quanto riguarda il primo, è stato decisivo anche quest’anno: al netto di un paio di errori nei dolorosi ko in Coppa Italia e in Europa League con il Bologna, i 21 clean sheet collezionati in stagione (18 dei quali in Serie A) portano la firma dell’estremo difensore, decisivo anche nell’ultima giornata con una straordinaria parata su Bowie. La sua leadership e il suo attaccamento sono stati certificati dalla carica post-derby («ancora una!», gridato al centro del cerchio formato dalla squadra) e dai festeggiamenti al rientro a Roma dopo l’ultima fatica. Talmente decisivo, Svilar, da lasciare soltanto una presenza al suo vice Gollini e nessuna a Vasquez (poi ceduto a gennaio al Besiktas). 

Certezze, scoperte e riscoperte

Nel reparto difensivo abbiamo considerato anche gli esterni, nonostante con Gasp agiscano sulla linea dei centrocampisti. Detto ciò, le certezze inamovibili fin dal precampionato erano Mancini e Ndicka, già protagonisti nelle stagioni precedenti; a loro si era aggiunto poi Celik, autore di una buonissima seconda parte di stagione con Ranieri. Tutti e tre si sono confermati a ottimi livelli, con “Mancio” decisivo anche in termini di gol nel finale di stagione (la Lazio ne sa qualcosa...). La sorpresa è stata rappresentata da Mario Hermoso, riscoperto dopo un’annata anonima, nella quale era anche stato ceduto in prestito: lo spagnolo è diventato un titolare del terzetto difensivo, apportando grinta in marcatura e qualche gol pesante

La novità più piacevole è stata senza dubbio Wesley: arrivato in estate per una cifra importante, il brasiliano è risultato determinante fin dal principio, e non ha patito il cambio di fascia. Complice il lunghissimo stop di Angeliño e il rendimento deludente di Tsimikas, l’esterno è stato dirottato sulla fascia sinistra, ma non ha patito il cambio, anzi: anche sull’out mancino, ha continuato a macinare chilometri e a fare la differenza. Differenza che ha fatto nel finale Rensch: al termine di una stagione da gregario, l’olandese è stato provvidenziale nella vittoria al cardiopalma del Tardini. Stagione di crescita, infine, per i due giovani Ghilardi e Ziolkowski: i loro investimenti, in ottica futura, prevedevano un inserimento graduale, e così è stato. L’ex Verona all’inizio ha faticato a trovare spazio, ma da gennaio in poi Gasperini lo ha utilizzato con maggiore continuità. Il polacco, a segno con il Panathinaikos in una gara delicatissima, si è visto un po’ meno, ma ha lasciato intravedere ampi margini di miglioramento. 

Insomma, il reparto difensivo nel complesso ha confermato la solidità già emersa in precedenza con Ranieri, facendo registrare una flessione verso il basso soltanto in quel periodo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera: la sconfitta con l’Udinese, il traumatico pari con la Juve, l’eliminazione dall’Europa League e i ko con Genoa e Como sembravano aver tagliato le gambe a Mancini e compagni. Che, invece, da metà aprile in poi sono tornati a blindare la porta assieme a Svilar: i soli 3 gol concessi nelle ultime 7 partite di campionato hanno permesso alla Roma di risalire la china. Fino a raggiungere un terzo posto insperato, ma decisamente meritato per quanto dimostrato nell’arco di tutta la Serie A.

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