VIDEO - Mile urla di romanismo: è uno Svilar da Champions
A Verona una parata decisiva, poi il ritorno tra la folla a Fiumicino. Dai 21 clean sheet al premio di miglior portiere in A. Un «forza Roma» dà il via al futuro
(MANCINI)
Aveva dettato la strada a fine derby. Il cerchio in mezzo al campo, poi l’urlo: «Una ancora, dai! Una ancora!». Lo ha rifatto a Fiumicino, Mile Svilar. A obiettivo raggiunto. È bastato un «forza Roma!», gridato con l’entusiasmo di chi ha ormai la Lupa “stampata” sul petto e nel cuore, per scatenare i tifosi: baci e abbracci, a cui hanno dato risposta sorrisi e cenni d’intesa. Di chi sa ormai che cos’è la Roma. E a Verona, per l’ennesima volta, il classe 1999 è stato determinante. Il premio di “Best Goalkeeper” (il 2º di fila) consegnato nel pre-partita è solo l’assaggio: dalla leadership all’intervento prodigioso su Bowie. Una parata glam, per lanciare la squadra. Anche grazie all’aiuto dei compagni. Malen ed ElSha su tutti; a seguire, il resto. Il merito sui 18 clean sheet in A (21 stagionali), Mile lo dà agli altri: «Tutto grazie a Evan, Mancio, Mario, Ghila e Zio!», dice a fine partita. Uniti. Come nella foto di squadra, abbracciato a Gasp. Come nelle scene in spogliatoio, dove esplode in una danza sfrenata e indossa la maglia celebrativa del club. Come al T5 dell’aeroporto, travolto dall’infinita passione giallorossa. «Siamo in Champions!». Quell’urlo, i tifosi, probabilmente non lo dimenticheranno.
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«Ci vediamo lì»
E dalla Champions ripartirà anche Svilar. Nel calcio è impossibile fare pronostici, ma lui ha promesso: «Ci rivediamo in Champions. Raggiungerla in questo modo è da brividi». Quel torneo gli aveva tolto tanto, nel 2017, durante United-Benfica: rigore parato e “papera” sul tiro dell’ex giallorosso Matic, a condannare i suoi. Nove anni dopo, una nuova occasione. Con la Roma. Se lo augura lui, se lo augurano i sostenitori. E se lo augura Gasperini, che in conferenza stampa, alla vigilia della sfida del Bentegodi aveva citato Nereo Rocco per celebrare il suo “gatto” tra i pali: «Qualcuno diceva: “Datemi un portiere che para e un centravanti che segna, al resto penso io”. Ora li ho entrambi e si vede!». Qualche prestazione opaca è arrivata. Ma Mile ha sempre risposto con professionalità. I dati non mentono: è insieme a Butez il portiere ad aver accumulato più clean sheet in A (18, appunto) nel 2025-26; sono 107 le parate in campionato, 2,82 ogni 90 minuti. E come se non bastasse, ha evitato più di 4 gol.
In simbiosi
Lui non si tira indietro. I sostenitori lo riconoscono. «È uno dei punti cardine di questa squadra. Un pilastro», spiega uno di loro, tra le vie della Capitale. Un altro lo incorona, piazzandolo al primo posto. Anche più in alto di Malen. «Su tutti c’è lui. Nessuno lo dice, ma a Verona ha salvato il risultato con un paratone da dieci». Un amore corrisposto da 4 anni, rafforzato da fatti, pensieri e parole. Ora il meritato riposo con la famiglia. Ci si rivede a luglio, per fare grande la Roma.
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