Giovani in prestito: da Romano a Mannini, il rendimento dei più piccoli
Per il centrocampista classe 2006, un ruolo da protagonista nello Spezia. Spazio anche a Sangaré, stagione più difficile per Mannini e Reale
(GETTY IMAGES)
Erano partiti per valorizzarsi. Ora, i "più piccoli" (che più piccoli, ormai, non sono più) si apprestano a fare ritorno in casa Roma: c'è chi ha sfruttato l'intera stagione per mettersi all'opera, chi invece è partito più tardi e ha avuto poco meno di sei mesi per fare tesoro dell'esperienza concessa. A partire dal classe 2006 Alessandro Romano: il motore della Primavera ha giocato mezza stagione al servizio di Guidi a ritmi contenuti, rispetto a quelli mostrati con abitudine; a gennaio, l'esordio tra i "grandi" a Lecce e la partenza verso La Spezia, alla ricerca di minutaggio. Lo ha trovato, in Liguria, lo spazio. 19 presenze, 15 dal primo minuto, arricchite da un assist e dalla qualità messa al servizio della squadra che ha portato gli elogi dei tifosi e della stampa. Ma non ha potuto cambiare il destino degli spezzini, retrocessi dalla Serie B alla C.
Da La Spezia c'è Mattia Mannini, partito già a inizio stagione in direzione Juve Stabia. Qui, il tuttofare romanista ha vissuto una stagione più difficile, all'ombra dei compagni: solo 17 presenze, 5 dal 1'. Per un totale di 492 minuti, perlopiù da esterno di centrocampo. E in quella posizione, prima di partire, avevano giocato pure Buba Sangaré e Filippo Reale: lo spagnolo ha seguito le orme di Romano, partendo a gennaio con direzione Elche e totalizzando 541' prettamente da braccetto di destra; il compagno, romano e romanista, è forse stato il più "sfortunato" di tutti. Prima la Juve Stabia con la miseria di 135', poi il passaggio (sempre a titolo temporaneo) all'Avellino e i 175' finali. Ma non vede il campo dal 3 marzo scorso.
Tutte situazioni da monitorare. Ragazzi che torneranno presto a Trigoria e potrebbero partire nuovamente. Oppure, chissà, magari finire nella lista dei convocati di Gasp.
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