Rete mobile: con Gasperini sono tutti bomber
L’arrivo di Malen ha capovolto i numeri dell’attacco. Ma la tendenza dei diversi marcatori prosegue: ben venti
(GETTY IMAGES)
Dall’attacco asfittico alla cooperativa del gol il passo è più breve di quanto possa sembrare. Se indubbiamente l’arrivo di Malen ha cambiato il volto della prima linea, è anche vero che proprio la sterilità delle punte nell’era pre-Donyell ha aperto spazi inediti nei pressi della porta avversaria a chi occupa posizioni differenti. Fin dall’alba della stagione le (poche) reti messe a segno sono state quasi equamente suddivise da diversi giocatori, seconde linee comprese: ben dieci nelle prime quindici giornate di campionato. Con Soulé a fare la parte del leone, complice la travagliatissima stagione di buona parte del reparto offensivo, fra ambientamenti mai portati a termine, incomprensioni, infortuni, ritardi di condizione, varie ed eventuali. Eppure la squadra è riuscita a mantenersi sempre vicina alle posizioni di vertice. Grazie alla straordinaria tenuta difensiva del periodo, certo; ma anche per la capacità dei vari reparti di sopperire alle lacune dell’attacco. Almeno fino all’approdo nella Capitale dell’olandese volante col numero 14.
Malen ha stravolto le abitudini, dimostrando fin dall’esordio bagnato con gol di essere un attaccante di livello altissimo, in grado di puntare la porta da ogni posizione e in qualsiasi condizione. I suoi numeri strepitosi hanno mutato anche quelli della Roma, che nel 2026 ha trovato 32 dei 52 gol complessivi siglati nell’attuale Serie A. Non soltanto: nelle ultime sette giornate (peraltro non tutte felicissime dal punto di vista dei risultati) l’unica squadra più prolifica dei giallorossi è stata l’Inter neo-scudettata. Sintomo che più di qualcosa è cambiato là davanti. Non però la capacità di mandare in rete un numero elevatissimo di giocatori. Al momento i marcatori romanisti in questa stagione sono ben 20, più di qualsiasi altra annata dell’ultimo decennio. I 17 che hanno messo il proprio sigillo in campionato, più El Shaarawy, Ziolkowki e Arena, autori di firme nelle coppe.
Per scovare cifre simili bisogna andare a ritroso fino al 2020-21, con 19 goleador differenti (16 in A). Ma si tratta di una stagione sui generis per l’ultraprolungato stop pandemico e la cesura netta con quanto accaduto dopo, che ha reso quel campionato simile ai tornei di Apertura e Clausura di stampo argentino. Il totale di 19 diversi realizzatori è stato raggiunto anche nel 2022-23; e nel 2024-25, ma in questo caso sono stati “appena” 14 quelli che hanno timbrato in Serie A. E al momento mancano ancora tre turni per rimpinguare eventualmente il bottino complessivo.
Al di là di Super Malen, le frecce all’arco di Gasperini stanno aumentando dopo il lungo periodo di magra. A partire da chi si era fermato per noie fisiche: Wesley è già tornato agli stratosferici livelli abituali; Koné è rientrato con la Fiorentina come se non fosse stato fermo un mese e mezzo; gli stessi Soulé e Dybala hanno mostrato qualche segnale incoraggiante. Ma si tratta di tutti giocatori già in gol. Alle loro spalle scalpitano giovani ancora all’asciutto: su tutti Ghilardi e Venturino. Chissà non colmino il gap in questo finale. Chi è già a quota 7 ma non vuole mancare negli ultimi turni è Pellegrini. L’obiettivo è rientrare fra i convocati per Parma, ma ancora ieri Lorenzo si è allenato a parte. L’odore di derby che da sempre lo ispira può essere lo stimolo in più.
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