Rivoluzione? No grazie, ma il futuro non aspetta
Gasp e Massara lavorano, ma senza programmazione comune. D'Amico il nome in pole, dalla Dea può tornare anche Del Vescovo
(GETTY IMAGES)
Presto che è tardi. Il rischio di essere ripetitivi c’è, ma è la realtà di Trigoria ad essere, in modo quasi inquietante, spesso uguale a se stessa, nonostante il passare degli anni. Già, perché per la terza volta consecutiva la Roma accoglierà il prossimo direttore sportivo in primavera inoltrata. Avvenne così con Ghisolfi (Pinto aveva lasciato a febbraio), che poi lasciò il timone a Massara alle porte dell’estate, nel giugno scorso.
Neanche un anno dopo, il club è alla ricerca di un nuovo ds, che possa affiancare Gasperini nel progetto tecnico. Qualcuno che, nell’augurio di Gasp, abbia visioni in comune con lui: «Nel futuro dobbiamo evitare i disguidi di quest’anno. Forse ci siamo capiti male all’inizio» ha detto dopo il poker alla Fiorentina. E ancora: «Se devo lavorare con idee degli altri, meglio farlo altrove». E di idee divergenti, evidentemente, ne hanno accumulate nel corso dei mesi proprio Gasperini e Massara, tra cui, citando sempre l’uomo di Grugliasco, «non è scattato il feeling tecnico». In attesa di decisioni dagli Usa, la realtà romanista scivola via con allenatore e ds al lavoro, ma senza una programmazione comune e, stando ai racconti dal Fulvio Bernardini, senza ormai contatti, se non minimi incroci quotidiani.
Nel frattempo, le quotazioni di Tony D’Amico come prossimo ds sembrano essersi alzate. Da Bergamo, infatti, raccontano di come Percassi stia meditando su un possibile ritorno di Sartori (oggi responsabile dell’area tecnica del Bologna), portando a quel punto all’addio tra D’Amico e l’Atalanta. Non solo, dalla Dea potrebbe tornare alla Roma anche il dottor Del Vescovo, già passato da Trigoria e oggi responsabile sanitario dei nerazzurri, con Petrucci (legato a Ranieri) che saluterà alla fine della stagione. Insomma, D’Amico in pole, ma è presto per escludere qualsiasi altra pista, compresa quella che porterebbe a Manna, anche lui però sotto contratto col Napoli.
In tutto ciò, i giorni passano e il 30 giugno, con le sue due scadenze, si avvicina. Quella del settlement agreement da rispettare con la Uefa e quella che porterà alla fine dei contratti di Pellegrini, Dybala, Celik ed El Shaarawy. «Il nucleo di questa squadra è forte, non capisco chi vorrebbe una rivoluzione», ha detto Gasp, che sarebbe contento di continuare ad allenare Lorenzo, ma per il momento tutto tace.
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