Caos calmo, i due saggi e la Roma che verrà
Dopo l’input di mister Dan Gasperini e Ranieri pensano il futuro
(GETTY IMAGES)
Sarà per le temperature ancora rigide di queste ore, di un inverno che fatica a cedere il passo, come calendario vorrebbe, a una più mite primavera. O forse, più realisticamente, per un finale di stagione ancora tutto da scrivere e che, inevitabilmente, avrà ripercussioni sulla Roma che sarà - i soldi della Champions, in estrema sintesi, sono in grado di cambiare le prospettive. Sta di fatto, però, che riunioni operative per programmare il domani romanista a Trigoria ancora non sono andate in scena.
O meglio, Massara da un mese abbondante ormai, mantiene rapporti con diversi operatori di mercato, per provare ad anticipare il lavoro di un’estate che - tra addii più o meno dolorosi, cessioni necessarie per le casse e, quindi, numerosi acquisti - si preannuncia abbastanza fitta. Un vantaggio temporale che, occorre sottolinearlo, il direttore sportivo non ha potuto sfruttare l’anno scorso, quando subentrò a Ghisolfi soltanto nella seconda metà di giugno. Il tutto, però, senza riunioni, con Ranieri e Gasperini, incentrate esclusivamente sulla prossima stagione.
Eppure, nella visione del club, saranno comunque loro tre - ds, consigliere e tecnico - gli attori principali della Roma versione 2026/27.
Per far sì che ciò avvenga, però, è necessario appianare prima qualche frizione interna. E allora da qualche giorno, dopo l’input ricevuto direttamente da mister Dan Friedkin, i due saggi romanisti, Gasperini e Ranieri, hanno dato il via ai loro colloqui. Di temi da affrontare ce ne sono diversi: il destino dei giocatori in scadenza, eventuali conferme tra quelli in prestito e la scelta di qualche “sacrificabile” sull’altare delle plusvalenze. E ancora la controversia sullo staff sanitario, oltre all’eventuale ingresso di Totti, passato ultimamente in secondo piano.
Chiacchierate che, per quanto rapide, stanno aiutando sicuramente a riavvicinare un po’ Gasp e il Sir. Per carità, nessuno ha la pretesa di vederli andare a cena insieme tutte le sere, ma l’importante è che, insieme, si possa costruire la Roma che verrà come d’altronde, ancora una volta, chiesto dalla proprietà. Tutti a remare verso la stessa direzione, quella di una Roma più forte. Per accelerare il processo sarebbe utile centrare il 4° posto e allora, finita la sosta, il pallino per tutti tornerà al campo e allo sprint che partirà da San Siro
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