AS Roma

Per Gasperini "ci (ri)vorrebbe D’Amico", uomo mercato dell’Euro-Atalanta

La storia del possibile nuovo ds della Roma: dalle cessioni record a Verona al trionfo in Europa League con la Dea: ora tony può ritrovare il tecnico in giallorosso

(ATALANTA.IT/GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Pietro Laporta
14 Maggio 2026 - 06:30

“Ci vorrebbe un amico” per Gasperini. Il gioco di parole col celebre singolo di Venditti è facilitato dalla burrasca extracampo vissuta dall’allenatore in stagione - tra gli attriti con Ranieri e il feeling tecnico mai nato con Massara - e date le voci sul prossimo ds della Roma, appare lampante, quasi scontato: ci vorrebbe D’Amico, per Gasperini. Sarebbe Tony, e non sarebbe neanche la prima volta, dato che proprio da lui Gian Piero ripartì per ricostruire la sua Atalanta. Era l’estate del 2022, e con la squadra fuori dalle coppe europee per il primo anno dall’arrivo del tecnico di Grugliasco, D’Amico prese il posto di Sartori come uomo mercato dei nerazzurri, dopo un incredibile lavoro svolto a Verona. Capo scouting dei veneti dal 2016, era stato nominato ds nel 2018, ottenendo subito la promozione in Serie A. Da lì, un triennio chiuso sempre nella parte sinistra della classifica e tanti, tantissimi giovani: nel primo anno arrivarono Di Marco in prestito, Rrahmani e Amrabat; quest’ultimo venne poi venduto alla Fiorentina per oltre 20 milioni di euro, il difensore invece al Napoli, per 16,5. Nel 2020 fu ceduto a peso d’oro anche Marash Kumbulla alla Roma, mentre arrivarono da lì in poi Barak, Caprari e Simeone, trio da 47 gol e oltre 35 milioni, incassati dalle loro cessioni. 

Nel 2022, come detto, il passaggio a Bergamo: al primo anno riporta, insieme a Gasp, l’Atalanta in Europa, grazie alle intuizioni di mercato Ederson, Lookman e Hojlund. Quest’ultimo, nell’estate del 2023, diventa la cessione più remunerativa della storia del club: dal Man Utd arrivano 74 milioni per l’attaccante, sostituito da Scamacca, per il quale D’Amico brucia la concorrenza di Roma e Inter. La stagione terminerà con il trionfo in Europa League. Negli ultimi due anni, da segnalare tra gli arrivi  lo “scippo” di Brescianini dopo le visite col Napoli, Bellanova e Retegui, comprato a 20 miloni, capocannoniere con Gasp e rivenduto a 68,5. Senza dimenticare le cessioni di Lookman e Koopmeiners, ceduti per quasi 100 milioni di euro e, soprattutto, alle condizioni dell’Atalanta, vincendo il braccio di ferro con i capricci del nigeriano e con la Juventus nel caso dell’olandese. Personalità e fiuto nell’affare sono qualità che da queste parti rendono facile cantare: “Ci vorrebbe D’Amico”. Non ce ne voglia Venditti

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