AS Roma

Braccio di ferro derby: decide il Tar

La Lega propone l’anticipo a domenica alle 12 e il posticipo del tennis alle 17.30. In serata dalla Prefettura la chiusura. Simonelli: «Chiesto un altro sforzo a club e giocatori»

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Gabriele Fasan
14 Maggio 2026 - 06:30

La telenovela continua ed è continuata per tutta la giornata di ieri. Il derby di Roma, o per meglio dire, la giornata multieventi della Capitale, prevista per domenica 17 maggio tiene banco ormai da giorni nel dibattito nazionale e non solo in ambito sportivo, ma anche politico. Eppure «si sapeva dagli Anni 30...», ha ironizzato qualcuno sui social, cioè da quando si disputa la manifestazione, che tutti gli anni nella Capitale vanno in scena gli  Internazionali di tennis. Né la finale di Coppa Italia di ieri, o Roma-Milan dello scorso maggio, giocata in concomitanza della finale degli Internazionali stessi tra Sinner e Alcaraz, aveva scatenato un tale dibattito e, soprattutto, tutto è filato liscio.

Ma il braccio di ferro continua e continuerà anche oggi. Perché la Prefettura in serata ha giudicato «non percorribile» la novità del primo pomeriggio di ieri è cioè la proposta, avanzata dalla Lega Calcio Serie A al Ministero dell’Interno di riportare il derby di Roma di domenica, anticipando l’orario del calcio di inizio alle ore 12, ma posticipando la finale degli Internazionali di tennis di mezz’ora, alle 17.30, per creare un cuscinetto di un’altra ora di sicurezza (sarebbe la prima volta che la Serie A scende in campo prima delle 12.30). Sebbene pochi giorni fa Roberto Massucci, questore di Roma, avesse definito la Capitale «attrezzata» per garantire l’ordine pubblico anche all’ora di pranzo, la decisione finale sembra diventata soprattutto una prova di forza. 

Un risposta in merito è dunque arrivata e proprio mentre parlava il presidente della Lega Ezio Maria Simonelli ai microfoni di Mediaset prima della finale di Coppa Italia: «Il Tar? Non abbiamo dato un ultimatum, ma dovremmo sapere il prima possibile, domani (oggi, ndr) al più tardi. Ci sono esigenze operative che speriamo qualcuno voglia rispettare», ha dichiarato alle tv prima della finale di Coppa Italia, evidentemente senza aver appreso dalle sue fonti della chiusura da parte della Prefettura. Poi la doccia gelata e l’annuncio del ricorso al Tar che verrà analizzato quanto prima ma potrebbe portare a un riscontro solo domani. Un disagio enorme per la Lega.

Il gesto della Lega

«Prendiamo atto della decisione del Prefetto ma non la condividiamo - aveva dichiarato  il numero uno del massimo campionato italiano dopo l’Assemblea odierna -. Abbiamo fatto una proposta al Ministero degli Interni, per trovare una soluzione che è quella di dare la nostra disponibilità ad anticipare alle 12 l’inizio di tutte e 5 le partite. Quando abbiamo scelto le 12.30 di domenica, anche alla luce del divieto di giocare in notturna, ritenevamo che ci fossero i tempi per gestire i due eventi, magari la prefettura ha delle informazioni che noi non conosciamo. Noi per senso di responsabilità anche verso i 300 mila tifosi coinvolti abbiamo proposto questa soluzione e vi assicuro che anticipare di mezzora una gara non è una cosa usuale, quindi si tratta di una richiesta di sacrificio anche ai giocatori e alle squadre». 

Simonelli non ha nascosto le responsabilità della Lega: «Sì, si poteva pensare a questa sovrapposizione, ma allora mancavano elementi come la contemporaneità di cinque gare e la finale di Coppa Italia della Lazio, che non ci aspettavamo. Di certo non capiterà più». «Alla luce di questo, dando una disponibilità di mezz’ora, e augurandoci che anche la Fitp e Sport e Salute possano dare la disponibilità di posticipare la finale di mezz’ora, diamo un’ora di tempo in più per poter far defluire le persone dallo stadio – ha spiegato Simonelli –. Noi ci auguriamo di avere una risposta entro sera, avendo inviato una proposta formale. È chiaro che se non dovessimo avere una risposta entro sera, dovremmo comunque presentare ricorso al Tar». 

Sul tema ieri si era espresso anche il candidato alla presidenza della Figc, Giovanni Malagò, a margine dell’assemblea di Lega Serie A a Roma:  «Non ho nessun ruolo per dire nulla su questo argomento. Mi auguro trovino una soluzione che più o meno possa andare bene a tutti. Non è certo una bella cosa questa diatriba».

Nessuna traccia, infine, dell’interrogazione parlamentare annunciata da Filiberto Zaratti, capogruppo di AVS nella commissione Affari costituzionali della Camera, nel dibattito odierno del Question Time della Camera di ieri.

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