Avanti Totti, si tratta
I Friedkin rivogliono la leggenda giallorossa: tanto ruota attorno al centenario. Lo storico Capitano è pronto a rientrare con un ruolo identitario e di immagine (e a farsi strada)
(GETTY IMAGES)
Avanti tutta, o meglio avanti Totti. Avanti verso il ritorno a casa. Dall’intervista di Ranieri a Sky Sport di due giorni fa si è scatenato, e c’era da aspettarselo, un vero e proprio tam tam mediatico tra notizie, indiscrezioni e opinioni. Andiamo con ordine: la notizia è che i Friedkin e Totti stanno trattando e sono anche a buon punto il ritorno di Francesco nella squadra che ha rappresentato per oltre 25 anni. La proprietà americana della Roma da quando si è insediata ha costruito più volte il sogno dei tifosi giallorossi, attenta alla tradizione, dalle maglie di gioco allo stemma e più in generale alla simbologia romanista, e all’eccellenza, un vanity asset applicato, non a caso sono arrivati negli anni Mourinho, Dybala, Lukaku stesso e Ranieri. E ora, forse, probabilmente, Totti. Strano a dirsi: Totti alla Roma, non sembra un titolo di mercato, è innaturale. Eppure le parti sono vicine, anche perché, come ha detto proprio Sir Claudio «Totti è parte della Roma», parafrasando il romanticissimo «Totti è la Roma» scritto dalla Curva Sud il 28 maggio 2017.
La centralità del 2027
E veniamo alle indiscrezioni: si è parlato molto in passato del ruolo dopo il campo di Totti. Il numero 10 giallorosso, è cosa nota, ha sempre aspirato a un incarico ancora vicino al campo. La Roma dei Friedkin ha sempre tracciato una linea di struttura snella, anche troppo secondo alcuni, basti pensare che la figura di Lina Souloukou - ex Ceo - non è stata mai sostituita, né è mai arrivato un direttore tecnico. Anzi, dal novembre 2024 ad oggi qualcosa è cambiato: Ranieri s’è preso la grana di sostituire Juric che aveva sostituito De Rossi che aveva sostituito Mourinho e poi è diventato “advisor”. «Io sto nel mezzo», ha detto l’ex tecnico testaccino. Tra Gasp e Massara. Figure di campo, evidentemente, al momento la Roma non le cerca. Ecco perché Totti, nelle stagioni del centenario, la prossima e la seguente, e con la quasi certa prima pietra del nuovo stadio, con il nuovo incarico, sarebbe più impegnato a rappresentare l’immagine della Roma. Anche rimettendo gli scarpini con la maglia giusta, da “Legend”, concept tanto caro ai Friedkin, come dimostra l’amichevole interna con le legends dell’Everton in estate dove si notò proprio la mancanza di Totti.
Dunque non sarebbe un gagliardetto, ben consapevole che ovunque andrà e ovunque parlerà - per il bene della Roma - sarà un peso e anche specifico. Porterà anche numeri al club, continuerà a portarli, ma lo farà più direttamente e formalmente. Numeri che con tutta probabilità, tra l’altro, la Roma perderà in estate se dovesse andar via Dybala. Quindi sì, si sta lavorando a un ruolo di rappresentanza identitaria, di storia e di immagine, e chissà, poi, che una volta dentro non possa trovare una strada anche per entrare maggiormente nel merito di questioni più vicine al campo.
Radio e social media on fire
E veniamo alle opinioni sul possibile ritorno del re: nella maggior parte dei casi positive, raccolte nelle radio e sui social network. Accogliere nuovamente un figlio di Roma, un Capitano, una Bandiera, non può non emozionare il tifoso della Roma. Certo, c’è anche qualcuno che - senza nemmeno sapere che cosa farà - sentenzia che Totti non può fare questo o non può fare quello. Ma è il tam tam, appunto. C’è chi chiede a Ranieri di “formarlo” da dirigente, chi pensa che essendo stato un campione assoluto ne sappia più dei proprietari stessi di pallone. C’è chi pensa che debba aiutare a fare il mercato (come successe in parte subito dopo la fine della carriera, da “dirigente”). O chi sostiene che non serve saper parlare forbito per occuparsi di calcio e chi ne fa una questione anche solo puramente di cuore: Totti è parte della Roma, è famiglia e la famiglia non si sceglie.
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