Impegno. Questa sembra essere la parola chiave in queste ore intorno allo Stadio della Roma. Quell'impegno preso dalla Regione per concludere un duro lavoro che permetta la conclusione di quell'iter burocratico che da più di un anno impensierisce il sonno di ogni tifoso della Roma. Quell'impegno che sembra essere arrivato ieri formalmente da parte del Governo sul finanziamento della costruzione del Ponte di Traiano. Quell'impegno che la Regione ha chiesto a tutti gli Enti coinvolti, soprattutto al Comune, affinché rispettino (e formalizzino) quanto hanno deciso di sostenere nelle scorse settimane. Soprattutto il Comune, che dopo aver stravolto il progetto originale ha formulato una serie di prescrizioni che andrebbero ad incidere su altre amministrazioni, cosa non compatibile con il nostro ordinamento. Impegno e impegni. Gli stessi che gli uffici tecnici della Pisana attendono e attenderanno fino all'ultimo minuto utile prima di ufficializzare il via libera alla costruzione dello stadio e sciogliere ufficialmente la Conferenza dei Servizi. Mentre scriviamo manca ancora qualche carta prima di poter chiudere la Valutazione di Impatto Ambientale che andrà necessariamente allegata alla delibera della Conferenza. Perché questa delibera, lo ricordiamo, varrà anche come Variante al Piano Regolatore della città, procedura introdotta solo lo scorso giugno per volere del Governo che ha introdotto la novità nella semplificazione normativa voluta dal Ministro Madia.

Ostacolo superato

Prima di questa novità, proprio la variante al PRG aveva costituito uno degli ostacoli maggiori alla buona riuscita della prima Conferenza, che infatti aveva dovuto rassegnarsi all'immobilismo del Comune. Questo rischio, per fortuna, non esiste più. Tra oggi e giovedì gli uffici della Regione completeranno la raccolta di tutti questi impegni, armonizzeranno le prescrizioni pervenute, e provvederanno a convocare le parti per mettere la parola fine a questa seconda Conferenza. Ed in attesa che questo avvenga ieri non sono mancate, ancora una volta, numerose e spesso contraddittorie voci. La giornata è iniziata con la dura presa di posizione del Comitato «Difendiamo Tor di Valle dal cemento» che ha denunciato la mancanza di procedure chiare e di trasparenza, invocando in modo nemmeno troppo velato l'intervento della magistratura. Non si tratta del primo tentativo di ricorrere alle vie legali contro la costruzione dellostadio e non sarà nemmeno l'ultimo. Poco più tardi è intervenuto anche il Wwf Lazio con considerazioni e osservazioni che non costituiscono una novità, ma che rappresentano comunque una fetta di ambientalismo che nel nostro Paese è spesso riuscita a paralizzare ogni possibile innovazione. Occorrerà continuare a prestare attenzione a questi interventi, ma al momento non preoccupano. Soprattutto ieri ha parlato il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Il primo progetto

Ai microfoni di Radio Radio, Zingaretti, pur sminuendo la ricostruzione che attiribuirebbe ad una telefonata tra i Ministri Lotti e Delrio il merito del buon esito venerdì scorso della Conferenza, ha voluto riconoscere il ruolo del Governo, assolutamente fondamentale per la realizzazione del progetto. Il Presidente ha ammesso (senza voler far polemica, la sua dovuta precisazione) di preferire il primo progetto, quello targato Marino e Caudo, e più «affascinante» come sfida architettonica di quello attuale. Ma che si vada verso il via libera non lo ha potuto nascondere. Le parole con cui Zingaretti ha voluto definire l'opera sono da sottoscrivere e condividere. «Questo sarà lo stadio di chi ama Roma, lo stadio dei romani e dei romanisti». Il nostro stadio…