Pollice in su per Claudio Ranieri. Quando lo speaker dello stadio Olimpico annuncia per la prima volta dopo dieci anni il suo nome al termine della lettura delle formazioni, l'intero pubblico esplode in uno scroscio di applausi convinto. Poi ribadito pochi istanti più tardi, quando sul tabellone l'ultima immagine del prepartita è un primo piano del nuovo tecnico. A gara appena iniziata, in Sud spunta uno striscione eloquente: «Oggi come ieri... Buona fortuna mister Ranieri». C'è voglia di ricominciare, oltre che di stringersi un po'. Anche se l'impianto si riempie soltanto nei minuti immediatamente precedenti la partita. Fuori le file sono lunghe, anche troppo per un Monday night, ma i controlli all'ingresso sono più serrati di quanto sia lecito aspettarsi per un match simile: alla fine saranno circa 35mila i presenti.

Mentre risuonano le note di "Forza Roma, forza lupi" accompagnate dall'inconfondibile voce di Lando Fiorini, oltre agli altri settori anche la Sud è ancora per larga parte vuota. L'unico assembramento visibile a occhio nudo è quello sovrastante il muretto dei Fedayn. È un giorno importante per uno dei gruppi più antichi del panorama ultras italiano: non solo per le sorti della nuova Roma targata Claudio Ranieri, che loro seguono sempre e ovunque; nella gara con l'Empoli festeggiano anche il loro compleanno. Sono quarantasette le candeline su cui soffiare per i ragazzi nati nel 1972. Non tutti sono più giovanissimi, ma sono ancora lì, insieme alle nuove generazioni e soprattutto al fianco della Roma. Il primo coro è un marchio di fabbrica: «Sei fantastica, super fantastica».

Il vantaggio arriva subito, il pareggio anche, ma non smorza gli sforzi canori: «Dai Roma alè, sosteniamo solo te, tu sei l'unica ragione del mio modo di essere» dura tanto e se in campo il vento crea qualche disagio, regala invece una suggestiva visione della Curva con le bandiere che colorano la parte bassa tese come quelle di una nave sulle onde. La traversata non è delle più agevoli, la squadra appare ancora contratta e c'è bisogno della spinta: «Daje Roma facci un gol». Messaggio recepito: ci pensa Schick. Dopo l'intervallo si torna in campo sotto la pioggia e protagonisti sono ancora i Fedayn, che espongono quattro striscioni storici del gruppo, la bandiera raffigurante Roberto Rulli, uno dei fondatori, e lo slogan «47 la morte non parla», con evidente riferimento al quarantasettesimo compleanno. Dopo le doverose celebrazioni, riparte il sostegno: «Non smetterò mai di lottar per questa maglia storica», seguito da «Nel cervello soltanto la Roma...». La pioggia smette di cadere, le difficoltà aumentano con gli infortuni di Zaniolo e Schick e il rosso a Florenzi, la Sud comprende che è il momento di serrare le fila e canta più forte. «Ale ale Roma alé» sale fortissimo. Anche il resto dello stadio segue il coro vintage quando Maresca inscena il suo teatrino finale. Ma la Roma vince. E la Sud torna a splendere.