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Plebiscito Stadio

Il referente Mancuso: «Il 90% del quartiere lo vede di buon occhio. Un’area troppo depressa, i cittadini vogliono la riqualificazione. L’Olimpico è superato»

Il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata

Il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata

PUBBLICATO DA Andrea De Angelis
19 Gennaio 2023 - 09:20

Affetto. Con questa parola la scorsa settimana il Presidente del IV Municipio di Roma Massimiliano Umberti ci aveva descritto lo stato d’animo dei cittadini del suo quartiere verso il nuovo stadio della Roma. Una parola forte che descrive un’emozione prima ancora che un’opinione. Una parola che ci aveva colpito e che per certi versi contrastava con il manifestarsi del solito Comitato contrario allo stadio, animato dai soliti noti contrari un po’ a tutto. Ma proprio in questi giorni è nato e si è subito attivato il Comitato Pro Stadio Roma.

Una realtà nata nel quartiere e fatta da quei cittadini che vedono nello stadio lo strumento per migliorare la città, non solo la zona in cui vivono. Perché lo stadio «può solamente arricchire la città e i quartieri direttamente collegati», come scritto a chiare lettere sul profilo Facebook del Comitato, che in pochi giorni ha già raccolto l’adesione di oltre 1.600 cittadini. Ieri pomeriggio Radio Romanista, la nostra radio, ha voluto parlare con chi il comitato l’ha voluto e costruito, pur non essendo un tifoso della Roma (e questo crediamo racconti molto della buona fede di questi ragazzi), Lorenzo Mancuso. Una bella chiacchierata, al microfono del sottoscritto insieme a Gabriele Fasan e Giovanni Lucifora, in cui Mancuso ha potuto raccontare come questo progetto potrebbe cambiare il volto di un quadrante della città, e forse un po’ di tuta la Capitale. «Come prima cosa voglio dire che sicuramente il quartiere al 90% è a favore dello stadio - ha detto Mancuso - e questo perché i romani hanno capito che bisogna allargare l’orizzonte, che lo stadio non è solo quello dove si tirano calci al pallone, ma che ci saranno servizi un po’ per tutta la città, che sarà un traino economico per tutto quel quadrante di Roma che ad oggi è un po’ depresso».

«Per ora siamo partiti con un gruppo di amici - ha poi aggiunto racconto la nascita del Comitato - con i social, poi come sempre avviene, ci si aggrega con persone anche che non conosci. Oltre alle migliaia che ci seguono sui vari social, ci sono quelli che ci hanno chiesto di fare qualcosa di più, di concreto, siamo quindi cresciuti anche sul piano operativo. Il nostro obiettivo è quello di far vedere che la città vuole lo stadio, e non, come sembra, che esistono solo quelli del no». «L’Olimpico è purtroppo uno stadio superato, e l’impianto di Pietralata ci permetterebbe di ospitare eventi che invece oggi sono preclusi alla nostra città. Pensiamo ai grandi concerti che oggi vanno tutti o quasi a Milano».

Secondo il Comitato lo stadio ha rappresentato, già solo con la presentazione del progetto, un segnale perché anche altre opere, finora accantonate, riprendessero slancio e vita. Il Tecnopole o il centro direzionale di FS, tanto per fare due esempi concreti. Attenzione massima ovviamente alla convivenza tra queste grandi opere e l’ospedale Pertini. «Il tema del Pertini c’è - ha detto in proposito Mancuso - però bisogna considerare che tra l’ospedale e lo stadio ci saranno un migliaio di alberi, una zona verde per mitigare l’impatto acustico legato agli eventi. Questo progetto è stato davvero fatto bene, e che potrebbe trasformare Pietralata in un quartiere super moderno e all’avanguardia. Meglio addirittura degli impianti inglesi a cui a cui si paragona».

«Questo progetto - ha poi voluto aggiungere - secondo me rappresenta l’ambizione di questa città, che vuole riprendere ad essere grande e a competere anche col resto del mondo». E dal Comitato ci tengono a sottolineare come dietro di loro non ci sia nessuno (anche se crediamo che il club, se non l’ha già fatto in queste ore, dovrebbe davvero aprire una interlocuzione con questi ragazzi). «Non abbiamo avuto rapporti con la Roma - ha infatti detto Lorenzo Mancuso - per ora ci siamo fermati alle istituzioni e a coinvolgere i cittadini, ma sia chiaro che noi parliamo con tutti, anche con chi è contrario». «Dobbiamo - ha infine detto - far capire l’importanza di questo progetto. Per questo ci stiamo anche facendo carico di far sentire la voce della città soprattutto alla politica. Cavolo! Stiamo facendo una cosa enorme per questa città».

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