prospettive

L'Europa di scorta: sette punti per garantirsi il play-off. La situazione

Dopo il Betis il primo posto nel girone è realisticamente andato. Per il secondo ci sarà da sudare. Un'altra sconfitta in Spagna significherebbe rischiare la Conference

L'undici giallorosso sceso in campo ieri contro il Betis

L'undici giallorosso sceso in campo ieri contro il Betis (GETTY IMAGES)

07 Ottobre 2022 - 13:53

Il primo posto è andato. Il secondo è a rischio neppure troppo piccolo. Il terzo più o meno a portata di mano. Dopo tre giornate del girone di Europa League, non crediamo di essere condizionati dal nostro cuore romanista dicendo che nessuno poteva pensare che la nostra Roma si sarebbe trovata in questa situazione che definire scomoda è un esercizio di grande ottimismo. La differenza sostanziale, soprattutto pensando al futuro, l’ha fatta la sconfitta in Bulgaria nella partita d’esordio, ma pure il ko di ieri sera all’Olimpico ha un peso notevole, considerando che tra sette giorni i giallorossi andranno a casa del Siviglia che ha confermato, soprattutto nel primo tempo, di essere quella squadra di qualità che in molti avevano descritto alla vigilia. 

È andata così, purtroppo, tra l’altro incassando il gol della sconfitta al tramonto di un secondo tempo in cui la Roma aveva fatto la partita (al contrario del primo) e certamente non avrebbe meritato la beffa finale (quel tiro di Cristante che centra Bravo crediamo che sarà difficile da far svanire dai nostri incubi). Mourinho, con grande realismo, nel dopo partita ha parlato di obiettivo secondo posto, quello che garantisce il play off con le terze che scendono dai gironi di Champions League (escluse eventuali italiane). E non serve essere profondi conoscitori di calcio, per sapere che il rischio di trovare un nome importante (andatevi a vedere i gironi di Champions) sarebbe piuttosto elevato. Intanto però c’è da conquistarlo questo secondo posto. Il primo, onestamente, ci pare onesto salutarlo. Il Betis ha nove punti, la partita in casa contro i finlandesi, l’altra in trasferta in Bulgaria, difficile immaginare che non riesca a fare quei tre-quattro punti che servono per garantirsi la qualificazione diretta agli ottavi di finale dell’Europa. Se poi non dovessero perdere con la Roma giovedì prossimo, la strada sarebbe ancora più in discesa. Con il conseguente rischio che soprattutto contro i bulgari nel penultimo turno del girone, il Betis potrebbe andare in campo senza dover chiedere nulla dal punto di vista dei punti. E questo potrebbe complicare anche la corsa per il secondo posto che a questo punto è l’obiettivo realistico che i giallorossi possono inseguire. 

La peggiore delle ipotesi nel prossimo turno, Roma senza punti a Siviglia, vittoria del Ludogorets in casa contro i finlandesi, vorrebbe dire, nel turno successivo andare in Finlandia con quattro punti di svantaggio dai bulgari. Quindi, pure battendoli (cosa che bisognerà fare in ogni caso), vorrebbe dire sperare che il Betis faccia in Bulgaria quello che ha fatto all’Olimpico. Altrimenti addio Europa League (sempre che i bulgari battano in casa i finlandesi). E questo, come saprete, per la Roma significherebbe andare sì a un play off ma per retrocedere in quella Conference League che fa bella mostra di sè nella bacheca di Trigoria. Ecco perché, giovedì prossimo, a Siviglia contro questo Betis che c’è sembrato una buonissima squadra, tecnica, tosta, con giocatori di qualità e idee in campo molto chiare, sarebbe cosa buona e giusta fare risultato. Vincere vorrebbe dire mettersi in tasca un pezzo importante del secondo posto perché se pure il Ludogorets dovesse battere i finlandesi, poi all’Olimpico sarebbe sufficiente (si fa per dire) batterlo per garantirsi la seconda posizione (sempre che poi si vinca in Finlandia). Fare un punto a Siviglia sarebbe comunque utilissimo perché poi facendo sei punti nelle restanti due (ma battendo i bulgari con due gol di differenza) il secondo posto sarebbe garantito. 

Ci rendiamo conto che sono tutti discorsi teorici, ma la situazione in cui si è cacciata la Roma, per colpe sue in Bulgaria, per un pizzico di sfortuna ieri sera all’Olimpico, è questa. E per sperare di andare agli spareggi di Europa League, bisogna, oggi come oggi, fare non meno di sette punti. In tutti questi discorsi, peraltro, non abbiamo preso per nulla in considerazione il fattore finnico. Perché se mai andassero a vincere in Bulgaria, questo vorrebbe dire che a fine ottobre, nel quinto turno del girone, sarebbero nella condizione di potersi giocare il secondo posto finale. Con una serie di controindicazioni per la Roma, visto che a fine ottobre prevedibilmente il clima sarà piuttosto rigido e la cosa sarà un vantaggio soltanto per i giocatori finalandesi, abituati da sempre a giocare a temperature sotto lo zero. Questo è, però. Nessuno poteva immaginare che oggi ci si trovasse a dover fare questo tipo di conti che, purtroppo, prevedono pure il rischio di dover salutare l’Europa League. Cosa che sarebbe una notevole delusione, soprattutto per una Roma che in Europa da un po’ di tempo ci aveva abituato bene. Una finale (vinta) in Conference League, due semifinali di Champions League ed Europa League, peraltro pure con parecchi rimpianti legittimavano altre prospettive. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA