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Joya o non Joya? Mourinho col dubbio Dybala verso l'Inter

Oggi l'argentino si ripresenterà a Trigoria con zero minuti giocati con l’Argentina. Sta meglio, ma Mou valuterà con attenzione se mandarlo in campo a S. Siro dal 1'

Dybala esulta dopo il gol all'Helsinki

Dybala esulta dopo il gol all'Helsinki (GETTY IMAGES)

29 Settembre 2022 - 09:35

«Leo me lo daresti un passaggio?». Dove la domanda dalla risposta scontata, è stata di Paulo Dybala e a rispondere positivamente è stato un ragazzo che di cognome fa Messi. E così anche la Joya nostra si è imbarcato sul volo charter che il ragazzo che non sa più dove mettere i palloni d’oro, organizza sempre per il rientro dagli impegni con l’Argentina. Quindi volo da New York con rotta su Parigi da dove, poi, gli autostoppisti si sono imbarcati su un altro aereo per le rispettive destinazioni. Roma, ovviamente, per Paulo che oggi si ripresenterà a Trigoria con zero minuti giocati con la sua nazionale, allenamenti non troppo tirati, ma certamente in condizioni migliori di quelle con cui era partito, reduce da un piccolo fastidio muscolare che lo aveva costretto a fare lo spettatore nella sfortunatissima partita contro l’Atalanta all’Olimpico.

Inevitabile domandarsi: la Joya ci sarà sabato prossimo a San Siro contro quell’Inter che tanto lo avrebbe voluto (Marotta soprattutto) per poi arrendersi ai conti economici e al pressing di Pinto? Il peso dell’argentino nelle fortune offensive della Roma, lo abbiamo toccato con mano, se mai ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta nella sfida contro l’Atalanta con i giallorossi incapaci di andare a fare gol nonostante una serie di occasioni più o meno clamorose. È chiaro che Mourinho è il primo a sapere che c’è una Roma con Dybala e una senza, ma è altrettanto chiaro che lo Special One, alla luce del fatto di minuti giocati zero e allenamenti certamente non tirati, valuterà con molta attenzione se sarà il caso di mandare in campo il giocatore sin dal fischio iniziale della sfida contro la squadra di Inzaghi. Valutando pure il fatto che da sabato (primo ottobre) alla prossima sosta per il Mondiale (13 novembre) ci saranno dodici partite da affrontare (quattro in Europa) a una media di una gara ogni tre giorni e mezzo. Un tour de force in cui ci sarà in ballo parecchio (qualificazione in Europa, ambizioni Champions in campionato) e in cui Mourinho, volente o nolente, dovrà far ruotare la rosa per consentire a tutti (o quasi) di poter tirare il fiato. E con Dybala, considerando precedenti e precauzioni necessarie (oltre a un Mondiale ormai alle porte), si dovrà fare molta attenzione per evitare qualsiasi tipo di rischio.

Precauzioni che in qualche misura ha confermato l’appena confermato commissario tecnico dell’Argentina, Lionel Scaloni (prolungamento del suo contratto fino al 2026), spiegando il motivo del mancato utilizzo del giocatore nell’amichevole contro la Giamaica: «Lui voleva giocare, ma abbiamo preferito non rischiarlo. Paulo è a un livello molto buono, ma ho deciso lo stesso di mandarlo in tribuna così che ora possa continuare con il suo club, poi si deciderà». Parole che sicuramente possono essere metabolizzate come un gesto di cortesia nei confronti della Roma, ma che in qualche misura possono nascondere anche un piccolo tranello. Ovvero io ho dato una cosa a te, mi aspetto che te darai una cosa a me. E non è certamente casuale il riferimento ai rumors di qualche giorno fa arrivati dall’Argentina in cui si ipotizzava una richiesta della federazione sudamericana di lasciar partire i suoi nazionali una settimana prima del dovuto (13 novembre). Alla Roma, fino a ieri, non è arrivata nessuna richiesta di questo tipo, ma è chiaro che se mai dovesse arrivare, la risposta non potrebbe che essere negativa. In questo senso, nei giorni scorsi a Trigoria non hanno fatto certo piacere le parole del presidente della Lega calcio, Lorenzo Casini, sulla questione: «Ho letto qualcosa a proposito, al momento posso dire che il problema, nel caso, riguarda solo alcuni club di serie A». Ricordato al presidente della Lega che, stando alle ultime convocazioni, il problema riguarda Roma (Dybala), Juventus (Paredes, Di Maria), Inter (Lautaro Martinez, Correa), Atalanta (Musso), Fiorentina (Quarta, Gonzalez), Udinese (Perez), ci sarebbe da fargli presente (avrebbe risposto così se ci fosse stato qualche giocatore della Lazio?) che lui è il presidente di tutti i club e dovrebbe rappresentarli tutti, nessuno escluso. Inoltre, sempre a proposito della questione che per ora è solo un’indiscrezione (ma se la notizia è uscita probabilmente è perché la federazione argentina ha voluto verificare le eventuali reazioni caro presidente della Lega), c’è da dire che la Roma, come tutta la serie A, dopo il derby del sei novembre avrà anche un turno infrasettimanale di campionato (sul campo del Sassuolo) per poi concludere questa prima parte della stagione all’Olimpico contro il Torino (13 novembre). Pensare che gli argentini partano dopo il sei novembre, è un oltraggio alla logica. Dybala ci sarà. Per San Siro, invece, si capirà solo tra oggi e domani se sarà titolare o andrà in panchina.

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