Figlio di Roma, Capitano e bandiera

Il traguardo del numero sette: Pellegrini raggiunge Rudi

A Udine 198ª gara ufficiale con la Roma: è tra i 50 giocatori più presenti nella storia del Club, agganciando Voeller. E con l’Empoli punta a raggiungere la cifra tonda

Pellegrini dopo un gol segnato in giallorosso

Pellegrini dopo un gol segnato in giallorosso (As Roma via Getty Images)

06 Settembre 2022 - 10:00

È stata una serata da dimenticare, quella vissuta alla Dacia Arena da Lorenzo Pellegrini e compagni: la presenza 198 in giallorosso del Capitano è coincisa con una batosta dolorosa e inaspettata, dalla quale ora i giallorossi sono prontamente chiamati a riscattarsi. E pensare che, per il numero 7, avrebbe anche potuto essere una giornata speciale, che “Lollo” avrebbe di certo voluto ricordare in altra maniera: domenica è infatti entrato a far parte di una ristretta cerchia di calciatori che hanno fatto la storia della Roma, vale a dire la lista dei 50 giocatori più presenti di sempre in giallorosso. Le 198 gare hanno portato Pellegrini ad agganciare, proprio al 50esimo posto, Marco Cassetti (a Roma dal 2006 al 2012) e un mostro sacro come Rudi Voeller, il Tedesco Volante, da oltre trent’anni nel cuore dei tifosi. Un bel traguardo per lui, che risponde appieno a quell’identikit di «figli di Roma, capitani e bandiere» reso immortale dalla coreografia della Curva Sud nel derby dell’11 gennaio 2015; un traguardo che però, purtroppo, è coinciso con la sconfitta più larga di José Mourinho in Serie A. L’obiettivo è quindi quello di riscattarsi il più presto possibile, auspicabilmente già giovedì in Bulgaria, dove la Roma inaugurerà la sua avventura nell’Europa League 2022-23.  Non sarà facile, ma i tifosi si aspettano una risposta sul campo dopo la brutta défaillance di Udine.

Verso la duecentesima

Chissà, forse con un organico al completo Pellegrini avrebbe anche potuto riposare contro il Ludogorets: ma, con le assenze di Wijnaldum, El Shaarawy e Zaniolo, le scelte sulla trequarti sono pressoché obbligate. A meno che Mourinho non decida di rilanciare Zalewski nel suo ruolo naturale: possibilità, questa, che al momento appare piuttosto remota. Insomma, Lorenzo è destinato a guidare in campo i compagni con la fascia al braccio anche alla Ludogorets Arena di Razgrad. Raggiungendo così le 199 partite in maglia giallorossa, per poi tagliare il traguardo della cifra tonda lunedì 12 ad Empoli. Il mini-ciclo di tre trasferte in otto giorni è iniziato nel peggiore dei modi, ma la stagione è ancora lunga e ora comincia anche l’avventura europea, che nella passata stagione ha regalato le emozioni più grandi ai tifosi romanisti.

Voltare pagina è l’imperativo, ma tenendo sempre bene a mente quanto accaduto alla Dacia Arena, affinché questo non si ripeta. Lo stesso Lorenzo, come del resto tutta la squadra, ha fornito una prestazione opaca, ben al di sotto della sufficienza; da uno con la sua qualità e il suo carisma, ci si aspetta molto di più. Le colpe vanno però condivise con tutti i compagni: il solo a salvarsi, seppur parzialmente, è stato Dybala. Che è destinato ad affiancarlo anche giovedì pomeriggio in Bulgaria, probabilmente alle spalle di Belotti e non di Abraham, uscito acciaccato dalla Dacia Arena. Ma, a prescindere da chi andrà in campo, a contare sarà l’atteggiamento: Lorenzo, leader in campo e nello spogliatoio, lo sa bene ed è pronto a guidare i compagni verso un immediato riscatto.

Del resto, le statistiche di Pellegrini in questo avvio di campionato parlano chiaro, e sono più che positive: 2 assist vincenti, 11 passaggi chiave e una media di 11,02 chilometri percorsi a partita, che fanno di lui il “maratoneta” giallorosso in questo scorcio iniziale di stagione. Gli manca ancora il gol: la speranza è che possa sbloccarsi presto, e confermarsi sulle ottime cifre dell’anno scorso in termini realizzativi. Da Capitano, non può che essere lui - assieme ai senatori dello spogliatoio - a dare la scossa dopo questa bruttisima battuta d’arresto.

Tra le leggende

Agganciati Cassetti e Voeller, dicevamo: dopo essere entrato fra i 50 calciatori più presenti nella storia giallorossa, Lorenzo guarda a chi è davanti. A due lunghezze (200) c’è il brasiliano Alexander Doni, portiere così come il grande Alberto Ginulfi, che vanta una gara in più (201). Poco più su Vucinic e Nainggolan (203), quest’ultimo ex compagno di Pelle sia quando il romano esordiva in Serie A (2015), sia quando è tornato a Trigoria (2017-18). Vicini anche Manolas (206), David Pizarro (207) e Ruggiero Rizzitelli (211).

La top ten è ancora lontanissima: per entrarci, bisogna eguagliare le 364 partite di Guido Masetti, estremo difensore della squadra che vinse il primo Scudetto, nel 1941-42. Ma non c’è fretta: Lorenzo ha il tempo dalla sua parte. È forte, giovane e innamorato della Roma: tutte doti che gli serviranno per aiutare la squadra a rialzarsi subito. 

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