La riforma

Una poltrona per tre, aumentano i posti in panchina: da 12 a 15

Lo ha deciso venerdì scorso il Consiglio Federale. La svolta che può cambiare il destino di tanti giovani, da Volpato fino ai Primavera

Zalewski, Felix, Volpato e Shomurodov in panchina contro il Cagliari

Zalewski, Felix, Volpato e Shomurodov in panchina contro il Cagliari (MANCINI)

10 Luglio 2022 - 10:15

Ogni anno, di questi tempi, gli agenti dei ragazzi di 18-19 anni portati a fare la preparazione estiva con la prima squadra vanno dicendo che con la Primavera ormai hanno chiuso, sono stati promossi con i grandi. E poi quando il campionato Primavera riparte, sono in campo: le eccezioni sono pochissime, e spessissimo relative a ragazzi di 19 anni compiuti, che hanno giocato due campionati interi in Primavera, e magari avuto qualche convocazione sotto età l’anno prima. Ovvero il caso di Zalewski e Bove (che comunque nella numerazione della Primavera erano stati inseriti, anche se poi non sono mai scesi) un anno fa, ma Tripi, che aveva esattamente la stessa situazione, e come loro era stato portato in Portogallo da Mourinho, poi si è ritrovato nuovamente agli ordini di Alberto De Rossi. Quest’anno però qualcosa potrebbe cambiare con la modifica regolamentare varata venerdì dal Consiglio Federale della Figc, che "su proposta della Lega di A ha approvato l’allargamento della panchina da 12 a 15 elementi". Una modifica che non avrà effetti clamorosi sulla prima squadra - poche volte capita che una società di serie A abbia a disposizione tutti i 25 elementi della lista (che spesso neppure viene completata), di frequente i 12 posti consentiti non veniva sfruttati del tutto, con la Juventus che spesso finiva la partita con in panchina un solo giocatore di movimento e i due portieri - ma che potrebbe cambiare parecchio per i ragazzi in età da Primavera, o appena usciti. Perché la Roma ha fatto una scelta coraggiosa preferendo tenere ragazzi che avevano richieste come Bove e Zalewski, per farli lavorare con Mourinho, ma tenendo conto che alcune cessioni non erano andate in porto (su tutte quella di Diawara, che aveva rifiutato tutte le destinazioni proposte: si voleva far fare a Darboe le partite giocate dal guineano, abbassando il monte ingaggi e valorizzando un classe 2001) a inizio anno, prima che dei primi infortuni, i due non avevano il posto garantito neppure in panchina. Spesso per avere un giocatore di movimento in più Mourinho ha mandato in tribuna il terzo portiere Boer, un paio di volte è toccato a Bove, una a Zalewski e Darboe. E Gabriele Baldi, secondo portiere della Primavera (ma quest’anno dovrebbe essere il primo), la sua unica convocazione come terzo coi grandi, il primo maggio col Bologna, l’ha vissuta dagli spalti perché oltre a Fuzato, Mourinho ha fatto mettere in distinta 11 giocatori di movimento.

Una lunga attesa

Lo scorso anno, prima di giocare, il 19 febbraio, la sua prima gara al posto di Viña sulla sinistra, Zalewski era andato in panchina 18 volte in campionato, facendo appena 3 spezzoni: se quelle 18 volte fosse finito in tribuna a gennaio molto probabilmente avrebbe chiesto di andare a giocare da qualche parte. Discorso simile per Bove, che nonostante il gol del pari, in quella stessa Roma-Verona che lanciò il polacco di Tivoli, ha raccolto solamente 11 presenze, tutte dalla panchina: però è stato convocato 36 volte in 38 giornate, si è sentito parte del gruppo, e rimarrà anche nella stagione entrante, dove ha tutto per essere una delle rivelazioni del campionato.

La stagione che hanno fatto quei due nel 2021-22 la potrebbe fare quest’anno il terzo protagonista di quel Roma-Verona 2-2, Cristian Volpato, autore del gol che dimezzò lo svantaggio: in Primavera potrebbe ancora giocare (è un classe 2003, peraltro del secondo semestre) ma col suo talento ha bisogno di misurarsi coi grandi. Se non partirà - il Sassuolo lo vuole a tutti i costi - a prescindere dall’affare Frattesi - potrebbe rimanere a guardare i grandi dalla panchina, pronto a entrare in caso di necessità, o di partita facile, buona per far fare minuti a un ragazzo (che intanto ieri ha segnato due gol nel primo test amichevole). Come lui sperano gli altri 2003 in ritiro coi grandi, i due svedesi Voelkerling Persson e Tahirovic, o i 2004 come Missori e Faticanti. Sempre che sia un bene: a Coverciano, quando la panchina diventò a 12, non furono per niente contenti, perché molti del giro azzurro si ritrovarono nel limbo: non giocavano più in Primavera per venire convocati coi grandi, dove non giocavano perché erano troppo giovani. Ma Mourinho, con Zalewski, Felix, Bove e Volpato, ha dimostrato che quando i ragazzi meritano, non ha paura a metterli in campo.

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