Il protagonista

Mkhitaryan per quattro: l'armeno dà risposte convincenti anche da regista

Il 77 sembra aver trovato la posizione giusta, la quarta da inizio stagione. Da leader, anche con quella seconda ammonizione che gli è costata il rosso.

06 Marzo 2022 - 09:58

La nuova vita di Mkhitaryan. Regista. E che regista, con quei piedi, entrambi, che sanno dare del tu al pallone. Piedi che, in questo nuovo ruolo, stanno garantendo alla Roma l'uomo che le mancava e al giocatore prospettive diverse per il presente e soprattutto il futuro. Regista, pure se regista non è. A trentatrè anni appena compiuti. Dopo una carriera importante, in cui la porta avversaria l'aveva vista sempre più da vicino, proprio per sfruttare quei piedi anche, se non soprattutto, in fase realizzativa o da ultimo passaggio. Invece si sta riscoprendo regista, pure se regista non è. Roba che se glielo avessero detto solo qualche settimana fa, si sarebbe fatto una risata. È l'ultima trovata di Mourinho nella ricerca di quel regista che ha cominciato a chiedere dall'estate scorsa, ribadendola nel mercato di gennaio, senza però che la società riuscisse a mettergli a disposizione l'uomo giusto da mettere al posto giusto. Cioè in quella zona del campo dove spesso e volentieri nascono le fortune di una squadra. Aspettando il prossimo mercato estivo quando, siamo pronti a scommetterci, il club prenderà il regista di ruolo tanto invocato dallo Special One, Mou almeno per quello che manca di questa stagione, sembra averlo trovato il regista che cercava. Il giocatore in grado di capire sempre quello che sta succedendo in campo. Il leader capace di dettare tempi e geometrie e, poi, quando si materializza l'opportunità, di puntare dritto verso la porta avversaria.

Sembra rinato l'armeno in questo ruolo. Quasi fosse rifiorito dopo una buona parte di stagione in cui tutto era stato meno che il giocatore, come aveva abituato, in grado di garantire qualità e giocate da campione. Sembrava avviato a una stagione con più bassi che alti, incapace di incidere positivamente in una Roma che, nonostante il passare delle partite, stava continuando a cercare se stessa. Probabilmente Mourinho ci direbbe che questa ricerca era figlia legittima proprio della mancanza di quel regista capace di mettersi la squadra sulle spalle, in particolare nei momenti difficili. Applaudendo Mkhitaryan, infatti, non ci si può dimenticare che lo Special One in quel ruolo che considera giustamente fondamentale per costruire una squadra, prima dell'armeno ne aveva alternati una quaterna. Da Cristante con tempi però spesso troppo rallentati, a Veretout che là in mezzo dà l'impressione di non poterci stare; da Sergio Oliveira e pure per il portoghese arrivato da poco non sembra il posto giusto a, pensate un po', pure Diawara per una partita (Norvegia, non aggiungiamo altro). E allora Mkhitaryan pensaci te. L'armeno non ha fatto una piega. Si è sistemato là in mezzo e ora dà la sensazione di esserci sempre stato, pure se regista non è, perché quello di ruolo lo dovrà garantire il prossimo mercato.

Pensare che per Micki è il quarto ruolo in cui gioca in questa prima stagione mourinhana. Ha cominciato come esterno sinistro offensivo, in quel quattro-due-tre uno con cui Mou aveva scelto di cominciare la sua avventura. Ruolo che si vedeva a occhio nudo che il giocatore gradiva poco. Si è confrontato con il tecnico, insieme hanno deciso di vedere come sarebbe andata nel ruolo di trequartista centrale. Meglio, ma ancora il vero Mkhitaryan faceva un po' di fatica a farsi vedere. E allora altro giro, altro ruolo, Mourinho se lo è inventato interno di centrocampo nel momento in cui ha deciso di dare fiducia al tre-cinque-due con l'obiettivo di dare una svolta alla stagione. Ruolo, peraltro, che il giocatore in qualche occasione aveva occupato anche nella sua lunga esperienza con la nazionale a cui, la settimana scorsa, ha detto addio dopo novantacinque presenze e trentadue gol. Ma in questo percorso da gambero in campo, mancava l'ultima tappa. Quella, appunto, da regista (pure questo ruolo occupato in alcune occasioni con la maglia della sua nazionale). La risposta di Micki è stata da campione. Come ieri nei felici e contagiosi novanta minuti contro l'Atalanta che lo hanno visto protagonista dall'inizio alla fine. Sì, pure con quel fallo di mano che gli è costato il secondo cartellino giallo. L'ammonizione di un giocatore che sa costa sta succedendo e allora, mancano pochi secondi, meglio l'espulsione che consentire all'avversario di andare verso Rui Patricio. Certo, non ci sarà a Udine, ma in questo periodo da tre partite a settimane, tirare il fiato potrebbe essere utile. Su un Mkhitaryan a questi livelli la società dovrà ragionare su cosa fare per il futuro visto che andrà in scadenza. Mourinho si è già espresso, vuole continuare ad avere l'armeno nella sua rosa, lo ha fatto sempre giocare e quando ne ha parlato lo ha soltanto applaudito. E il club? Se abbiamo capito l'andazzo, sarà difficile che non dia retta al suo allenatore. Sempre che Micki lo voglia.

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