Osservando gli score in Serie A di Edin Dzeko e del Frosinone viene da pensare al lupo e al canarino. E a tutto quello che potrebbe conseguire dall'incrocio fra i due. Non soltanto per i soprannomi relativi alle maglie che rispettivamente indossano. L'attaccante bosniaco ha realizzato 58 reti in campionato da quando è approdato nella Capitale, i ciociari ne hanno messe a segno complessivamente 52 in tutta la loro storia nella massima categoria. Eppure nella sfilza di squadre punite dal numero 9, il Frosinone è una delle due mancanti, insieme al Parma (che però è stato affrontato una sola volta).

Edin e i ciociari conoscono la "A" entrambi nella stagione 2015-16, incrociandosi per la prima volta anche presto, il 12 settembre 2015, alla terza giornata del torneo appena saggiato. Dzeko è arrivato da poco con le stimmate del grande centravanti che mancava alla Roma forse dai tempi di Batistuta, accolto da una folla senza precedenti (recenti) all'aeroporto. Lui ricambia tanto affetto preventivo già all'esordio casalingo, mandando quel pubblico in delirio con un gol da bomber vero: stacco imperioso su Chiellini e Juventus al tappeto. Nell'immediato post-partita con i bianconeri colpisce la sua mentalità. Anziché cullarsi sugli allori, indica la giusta via: «Ora testa al Frosinone».

Detto fatto, i giallorossi espugnano il Matusa, pur senza brillare. Edin resta in campo per 57 minuti, non esattamente memorabili anche a causa di un colpo ricevuto alla testa, che lo costringe a giocare con una vistosa fasciatura modello turbante, prima di essere sostituito da Nainggolan.

La seconda presenza del bosniaco contro i canarini è sulla scia della prima. Anche nella gara di ritorno all'Olimpico resta in campo per poco meno di un'ora, poi sul 2-1 per i giallorossi viene sostituito dal neo-tecnico Spalletti, che nel frattempo è subentrato a Rudi Garcia e centra la prima vittoria della sua panchina-bis in giallorosso proprio in quell'occasione. La Roma vincerà 3-1 e per l'ex punta del City sarà l'ultimo incontro ravvicinato con i ciociari, che a fine stagione retrocederanno in B. Perché nel girone d'andata di quest'anno, al terzo confronto diretto fra le due squadre, Di Francesco opta per Schick nel ruolo di punta centrale, lasciando a riposo proprio Dzeko per tutti i novanta minuti. La gara ha poco da dire già a fine primo tempo, che si chiude con i padroni di casa in triplo vantaggio. Il punteggio finale si fissa sul 4-0, ma il numero 9 non ha possibilità di sbloccare il suo digiuno personale contro il Frosinone. I giallazzurri hanno rappresentato fino a poco meno di due mesi fa l'unica squadra incrociata in campionato dal bosniaco alla quale ancora non ha segnato.

A fine dicembre al computo si è aggiunto il Parma, incontrato però per la prima volta in quell'occasione e non certo nel suo migliore momento di forma (era la prima gara di Edin da titolare dopo oltre un mese a causa dell'infortunio muscolare). Singolare per un attaccante che ha punito a più riprese le migliori squadre d'Europa. Ma che per avvicinarsi all'en plein in Italia deve sbloccarsi a Frosinone.