Quattro coppe nazionali vinte in altrettanti Paesi toccati da allenatore. Più tre finali. Più quattro Coppe di Lega in Inghilterra. Se c'è un tecnico che a questo genere di trofei tiene eccome, è José Mourinho. A certificarlo è la sua storia personale. E per i romanisti, che negli ultimi anni sono stati costretti a patire fin troppe delusioni in Coppa Italia, si tratta di una garanzia in più. Quantomeno per evitare rischi di sottovalutazione, gli stessi che nelle stagioni più recenti sono costati cocenti eliminazioni, troppo spesso nei primi turni, anche quando la distribuzione degli avversari sul tabellone tennistico del torneo avrebbe facilitato un cammino più lungo.

Non sarà così questa volta, quando se dovesse essere superato l'ostacolo Lecce, nei quarti ci sarà l'Inter e nell'eventuale semifinale il derby o l'altra milanese. Ma allo Special One è già capitato di affrontare squadre toste prima del penultimo atto. Dopo la Coppa di Portogallo vinta quasi sul velluto alla guida del Porto nel 2002-03 (cinque vittorie in altrettante gare, con 14 reti realizzate e appena una subita), il secondo trionfo nelle competizioni nazionali a eliminazione diretta arriva sulla panchina del Chelsea. Con i Blues ha già vinto due campionati e due Coppe di Lega (avviandosi verso il record di quattro vittorie, condiviso con Ferguson e Guardiola). Manca la Fa Cup e nel 2006-07 la lacuna viene colmata, dando dispiaceri ai suoi futuri club: nei quarti fa fuori il Tottenham, in finale piega il Manchester United. Percorso simile nell'esperienza interista: nell'anno del Triplete elimina la Juventus prima della Fiorentina, per poi negare la gioia proprio alla Roma nella gara unica che assegna il trofeo allo stadio Olimpico.

La stagione successiva il tecnico portoghese si trasferisce in Spagna, dove la Copa del Rey differisce da quelle delle altre nazioni per la quantità di impegni: le partite si giocano tutte sul doppio confronto, tranne la finale. Eppure negli ultimi due turni prima dell'eterno scontro con il Barcellona, il Real Madrid di Mou liquida prima l'Atletico Madrid, poi il Siviglia, sia all'andata sia al ritorno. La vittoria ai supplementari contro l'armata blaugrana nega poi a Guardiola il secondo en plein di successi in tre anni. Al ritorno in Inghilterra, José centra altre due Coppe di Lega con Chelsea e United, che avrebbero potuto essere tre, se il rapporto col Tottenham non si fosse interrotto proprio alla vigilia della finale conquistata. In mezzo sfiora un'altra Fa Cup alla guida dei Red Devils, ma a sfilargli il trofeo nell'ultimo atto è proprio la sua ex squadra, allenata dal "nemico" Conte. Certo è che a ogni latitudine le coppe restano affare di Mourinho. Garanzia migliore non potrebbe esserci.