Stretti fra tante speranze e qualche ansia. Più di guarigione che di prestazione, anche se il Porto è avversario più tosto di quello che comunemente si pensa. Ma al momento a preoccupare la Roma sono soprattutto le condizioni degli acciaccati. Oltre al sicuro assente Olsen, sono Manolas e Schick gli osservati speciali delle ore che precedono la sfida di Champions in programma martedì allo stadio Olimpico.

Il greco ha dovuto rinunciare last minute alla trasferta di Verona, bloccato proprio alla vigilia della gara contro il Chievo da un fastidio alla zona pubica. Ma il problema sembra già alle spalle e anche se ieri ha svolto ancora lavoro individuale (oltre a lui, anche De Rossi e Pellegrini, ma era programmato per tutti), Kostas dovrebbe essere della gara fin dal primo minuto.

Valutazione più complessa quella che riguarda l'attaccante, sostituito al Bentegodi dopo un'ora di gioco. Al momento dell'avvicendamento con Florenzi, è stato evidente il gesto del ceco, che si è toccato la parte posteriore della coscia sinistra. Nel post-partita è stato lo stesso Di Francesco a chiarire i motivi del cambio: il numero 14 ha avvertito una noia muscolare al flessore. Sulle prime il tecnico ha espresso una sensazione improntata all'ottimismo: «Non dovrebbe essere nulla di grave», le sue parole dagli spogliatoi veronesi. Ma a distanza di un giorno, la previsione più fiduciosa ha ceduto il passo alla cautela. Decisive per avere una diagnosi più precisa saranno le prossime ventiquattro ore, nelle quali si capirà se il giocatore sarà pronto o meno per scendere in campo contro il Porto.

Al momento il favorito a ricoprire il ruolo di esterno destro d'attacco appare proprio colui che è subentrato a Schick nel match di venerdì sera. Dopo qualche prestazione poco convincente, Florenzi è stato dinamico e attivo nella mezz'ora durante la quale è stato impiegato contro il Chievo. E la soluzione alternativa rappresentata da Kluivert convince meno: Justin sembra ancora acerbo per sfide di simile importanza.

Chi invece sta scalando rapidamente posizioni è il suo connazionale Karsdorp, sempre più integrato nella squadra dopo la prima stagione trascorsa in infermeria e la parte iniziale di quella in corso ai margini. Ma Rick ha abbandonato i panni dell'oggetto misterioso fin dall'inizio del nuovo anno. Dopo la sosta il terzino olandese ha giocato quasi sempre (Firenze è stata l'unica gara che ha seguito dalla panchina), mostrando evidenti progressi e buona continuità. Se si eccettua la gara con l'Atalanta - nella quale ha qualche responsabilità su almeno una delle reti nerazzurre - il suo apporto è risultato più che positivo. Resta ancora da limare qualche lacuna tattica, soprattutto in fase difensiva, ma la strada intrapresa è quella giusta. E la corsia di destra dovrebbe appartenergli anche in Champions.

In vista della gara europea, i dubbi più corposi sono relativi al centrocampo. Scontato il ritorno di Capitan De Rossi dopo il turno di (semi) riposo a Verona, quando è entrato soltanto nel finale. Resta da stabilire chi sarà schierato al suo fianco. Scelta che potrebbe dipendere dal modulo: nelle ultime due partite, la Roma è apparsa a proprio agio con il 433 riutilizzato dopo una lunga parentesi da 4231. Ma le squalifiche prima di Nzonzi e Cristante, poi di Pellegrini, hanno forse indirizzato la propensione di Di Francesco.

Questa volta saranno tutti a disposizione, e con loro ci sarà anche Zaniolo, che però ha dimostrato di saper giostrare anche in posizione più avanzata. Le prossime ore saranno decisive a sciogliere i dubbi residui.