L'uomo dell'Arsenal ha detto sì. Ainsley Maitland-Lines è un giocatore della Roma. La fumata bianca, dopo una serie di indizi che si erano susseguiti nella giornata di ieri, c'è stata intorno alle cinco de la tarde. Arsenal e Roma hanno trovato l'accordo sulla base del prestito secco, costo mezzo milione fisso più un altro mezzo di bonus equamente diviso tra un minimo numero di presenze e la qualificazione alla Champions League del prossimo anno. In sostanza la Roma avrà a busta paga il giocatore inglese da qui al prossimo trenta giugno, poi si vedrà se ripartire con una nuova trattativa per il riscatto definitivo del cartellino dell'esterno e centrocampista cresciuto nel settore giovanile dei Gunners. Lo stipendio di questi sei mesi sarà interamente pagato dalla Roma, peraltro anche con un piccolo aumento rispetto all'accordo (valido fino al giugno del duemilaventitrè) in corso con l'Arsenal (per questi sei mesi Niles guadagnerà circa un milione e trecentomila euro netti).

Come mai una trattativa che stava andando avanti da settimane e che sembrava essersi fermata su un binario morto, si è improvvisamente sbloccata? Due i motivi che hanno portato all'accelerazione e alla chiusura dell'affare. Il primo: lunedì scorso il ragazzo, accompagnato dal suo procuratore Aidy Ward, ha chiesto e ottenuto un incontro con il tecnico dei Gunners, lo spagnolo Mikel Arteta. Nel corso del prolungato confronto, Maitland-Niles ha ribadito al tecnico di voler andare via, conseguenza anche di un'ultima parte dello scorso anno trascorsa più in panchina che in campo. In sostanza Maitland e il suo procuratore ad Arteta hanno detto di avere questa offerta da parte della Roma, che avevano già detto sì ai numeri giallorossi e che volevano avere la possibilità di sfruttare questa opportunità. La risposta positiva dell'allenatore è stata la prima, decisiva, accelerata, verso la fumata bianca. Per la seconda, che ha portato alle firme (dovrebbero esserci state in nottata, mentre scriviamo le due società stanno effettuando il canonico scambio di documenti), ci ha pensato Tiago Pinto. Il direttore sportivo giallorosso, probabilmente stanco di un balletto che stava andando avanti da settimane sui numeri del diritto di riscatto e sul tot delle presenze necessario perché il diritto si trasformasse in obbligo, ha deciso di tagliare la testa al toro proponendo la formula del prestito secco, poi a giugno si vedrà (il giocatore sarà a un anno dalla scadenza). L'Arsenal, a quel punto, considerata pure la richiesta del giocatore di andare via, ha chiuso il cerchio accettando l'offerta della Roma.

Cin cin e ricchi cotillons. Il giocatore oggi a Londra sosterrà le visite mediche e tra stasera e domani mattina potrebbe partire per Roma. Da escludere, ovviamente, che possa essere a disposizione per la sfida contro i rossoneri, possibile invece che Mourinho lo possa portare almeno in panchina per la partita all'Olimpico contro la Juventus in programma domenica prossima. Nelle intenzioni della Roma, il terzo inglese della rosa (mai così tanti british insieme a Trigoria) innanzitutto sarà l'alternativa a Karsdorp sulla corsia destra, in seconda battuta Niles potrà essere un'opzione anche nelle rotazioni dei centrocampisti visto che ha cominciato a giocare proprio in mezzo al campo. Questa duttilità tattica, ora consentirà a Pinto di presentarsi sul mercato senza eccessiva ansia per acquistare un altro centrocampista che è l'altra priorità del mercato romanista. Questo non vuole dire che Pinto non ci proverà. Anzi, farà di tutto e di più per mettere a disposizione di Mourinho anche un uomo d'ordine e di qualità con cui arricchire e migliorare le scelte in mezzo al campo. Il giocatore preferito, ormai si sa, è il francese Boubacar Kamara, ventidue anni, cartellino di proprietà del Marsiglia fino al prossimo trenta giugno. La Roma sta provando già da tempo a portarlo a Trigoria, forte anche degli ottimi rapporti con il Marsiglia che a fine stagione verserà nelle casse giallorosse venti milioni e quattrocentomila euro per i riscatti, ormai obbligati, di Ünder e Pau Lopez. La Roma è disposta a ridimensionare il suo credito a tredici per poter prendere subito il giocatore, soprattutto per evitare che a giugno sullo stipendio di Kamara si possa scatenare un'asta in cui risulterebbe perdente visto che sul ragazzo ha messo gli occhi anche il Manchester United. Il Marsiglia sarebbe pronto a dire sì, ma è Kamara che sta prendendo tempo soprattutto perché la Roma, soldi a parte, non può garantire la partecipazione alla Champions League. Il mezzo milione che la Roma dovrà dare all'Arsenal, in buona parte rientrerà con i prestiti di Calafiori (c'è l'accordo con il Cagliari) e di Reynolds per il quale è sempre più vicino il suo trasferimento per sei mesi (almeno) in Belgio all'Anderlecht.