Dopo il successo nel derby, la Roma centra altri due successi preziosi, che fanno pensare a una crisi ormai definitivamente alle spalle. Edin Dzeko conferma il suo straordinario feeling con le notti europee, proseguendo sulla falsariga della stagione precedente: tre gol nel 5-0 casalingo contro il Viktoria Plzen, la risposta migliore dopo il ko al Bernabeu con il Real. Quattro giorni dopo, in campionato, la Roma strappa tre punti sofferti a Empoli: lo 0-2 che rilancia gli uomini di Di Francesco porta le firme di Nzonzi (al primo sigillo con la Roma) e del centravanti bosniaco, che rompe un digiuno di un mese e mezzo in Serie A.

Al rientro dalla sosta, la gara dell'Olimpico con la Spal sembra la migliore delle occasioni per proseguire il filotto positivo. Invece la Roma si fa di nuovo male da sola: dopo essere andata in svantaggio nel primo tempo (gol di Petagna dal dischetto), non riesce a reagire e subisce addirittura il raddoppio dei ferraresi. E, ancora una volta, esce dal campo tra i fischi della sua gente, proprio quando è attesa da un mini-ciclo di partite tutt'altro che semplici: in mezzo al doppio confronto europeo con il Cska Mosca ci sono infatti due trasferte impegnative, a Napoli e a Firenze.

IL NOSTRO 2018, PRIMA PARTE: DALL'ESPLOSIONE DI ÜNDER ALLE NOTTI DI CHAMPIONS

IL NOSTRO 2018, SECONDA PARTE: DA ROMA-BARCELLONA AL VORTICE DI CALCIOMERCATO

IL NOSTRO 2018, TERZA PARTE: QUANTE OMBRE IN AVVIO, POI IL DERBY CI RIALZA

 Edin Dzeko, sconsolato, mentre i giocatori della Spal festeggiano @LaPresse

Così non Var

A Roma il Cska viene regolato con un 3-0 che non ammette repliche (doppietta del solito Dzeko e gol di Ünder), quindi ci si proietta alla trasferta del San Paolo. Contro un Napoli reduce da tre vittorie e dal pari in casa del Psg, passiamo in vantaggio con El Shaarawy e giochiamo un ottimo primo tempo: poco prima dell'intervallo, però, Daniele De Rossi si infortuna - ad oggi è la sua ultima presenza in stagione - e nella ripresa ci lasciamo schiacciare un po' troppo. Si fa male anche Manolas e, proprio allo scadere, Mertens pareggia i conti. Ma nel corso del secondo tempo direttore di gara e addetti al Var ignorano totalmente un'evidente spinta di Albiol ai danni di Dzeko in area napoletana.

Un copione che si ripete ancora, e in maniera persino più evidente, al "Franchi", dove un'ottima Roma viene letteralmente derubata da un protocollo a dir poco sbilenco: Olsen esce sui piedi di Simeone, senza toccarlo con le mani, l'attaccante argentino lo colpisce con un calcio in faccia e cade. Per Banti è rigore, lo svedese lo guarda incredulo, tutti i giallorossi chiedono spiegazioni, Fabbri dal Var tace. I viola passano in vantaggio e un secondo tempo tutto orgoglio dei nostri riesce quantomeno a evitare la beffa del ko. Ma nell'esultanza di Florenzi per l'1-1 all'84' c'è tutta la rabbia di chi ha subìto un'ingiustizia grande come una casa. Un'ingiustizia sulla quale tornerà lo stesso Robin Olsen nell'intervista esclusiva rilasciata al Romanista: «Sono ancora incazzato: non riesco a dimenticare quell'episodio».

Dopo il prezioso successo per 2-1 in casa del Cska, la Roma torna a vincere anche in campionato: all'Olimpico la Samp è battuta 4-1, con il ritorno al gol di Patrik Schick. Ma ancora una volta è la sosta a guastare la rinascita giallorossa, perché al rientro a Udine "giochiamo" un'altra partita scialba: prendiamo gol da De Paul sugli sviluppi di una rimessa laterale e ancora una volta - come accaduto troppo spesso nel corso della stagione - non riusciamo a reagire. L'occasione per il riscatto arriva contro il Real, nel frattempo passato da Lopetegui a Solari: a fine primo tempo però Ünder si divora il possibile vantaggio, quindi Bale e Vazquez ci puniscono, ma la vittoria del Plzen a Mosca ci regala l'aritmetica qualificazione agli ottavi di Champions.

 Il "fallo di faccia" di Olsen che ha portato al rigore della Fiorentina nella partita del "Franchi" @LaPresse

Perseverare è diabolico

Come se non fosse bastata la beffa Var di Firenze, con l'Inter il signor Rocchi di Firenze non ci concede un rigore grande come una casa per un solare fallo di D'Ambrosio su Zaniolo: ma la Roma domina, gioca bene e finalmente mostra carattere, riuscendo a rimontare due volte lo svantaggio. A Cagliari confermiamo per 70' i segnali di crescita, portandoci sul 2-0: Ionita accorcia all'83', i rossoblù in pieno recupero restano in 9, ma al 95' riusciamo a farci prendere in contropiede e subiamo il gol del pareggio di Sau.

Di Francesco è in bilico, si attendono risposte immediate, ma perdiamo anche la trasferta - ininfluente ai fini della qualificazione - a Plzen: tecnico e squadra sono chiamate a vincere a ogni costo in casa col Genoa. Ci riescono, in una partita drammatica che ci vede andare due volte sotto e poi vincere 3-2. Siamo "sopravvissuti" grazie ai gol di Fazio, Kluivert e Cristante: quest'ultimo, dopo un avvio di stagione in cui paga l'ambientamento in una realtà molto diversa rispetto a Bergamo, cresce partita dopo partita, risultando il miglior giallorosso nel mese di dicembre (in cui peraltro va a segno tre volte).
Il soldato Bryan non è però l'unico a esplodere nel grigio autunno giallorosso: Nicolò Zaniolo, arrivato in estate nell'ambito dell'affare che ha portato Nainggolan all'Inter, si rivela un talento purissimo. All'Allianz Stadium di Torino, nella sconfitta per 1-0 contro la Juventus, risulta tra i migliori in campo, come del resto anche al Bernabeu nel giorno del suo esordio.

 Zaniolo atterrato dallo sgambetto di D'Ambrosio @LaPresse

Siamo vivi

«Dammi sei punti», titola il Romanista all'indomani del ko con i bianconeri: la richiesta è esaudita tra Natale e Capodanno, con due vittorie che ci riportano a due punti di distanza dal quarto posto che vale la qualificazione in Champions. In casa col Sassuolo vinciamo 3-1: torna al gol Perotti, raddoppia Schick, quindi lo splendido tris calato da Zaniolo, al primo gol in Serie A. L'ultimo impegno del 2018 - che coincide con la conclusione del girone d'andata - è al Tardini: nel primo tempo fatichiamo, quindi i gol di Cristante e Ünder ci permettono di festeggiare Capodanno con un minimo di serenità. Nella speranza che, nell'anno che verrà, sarà finalmente festa tutto il giorno.

 Zaniolo festeggiato dai suoi compagni giallorossi dopo la prima rete in Serie A, nella partita contro il Sassuolo @LaPresse