Dove eravamo rimasti? Ah, già, alla Roma ritrovata. O, per meglio dire, Eh già (cit), con Di Fra ancora qua, a ballare a Capodanno sulla musica di Vasco. E per estendere ulteriormente il concetto, dopo la dura puntualizzazione del post Parma sugli ex amici diventati nemici dentro e fuori Trigoria, nella foto profilo su whatsapp l'allenatore della Roma si è ritratto anche serenamente poggiato con la guancia sul dito medio della mano. Non sarà elegantissimo, ma rende perfettamente l'idea di come veda oggi tutti quelli che avevano individuato in lui il problema della Roma, che ha girato la boa al sesto posto, a due punti dal quarto, qualificata agli ottavi di Champions League (con la prospettiva di incontrare il Porto, forse la più accessibile delle altre quindici) e alla vigilia dell'esordio in Coppa Italia con l'Entella, lunedì 14 gennaio, curiosamente una competizione in cui la Roma per tutto il 2018 non è stata impegnata (nella scorsa stagione fu eliminata dal Torino il 20 dicembre 2017). È dunque tempo di bilanci e relativamente al campionato c'è modo di avere un'idea piuttosto precisa di quel che abbia funzionato e che cosa invece sia da migliorare visto che la sosta invernale coincide con la fine del girone d'andata. E dalle classifiche Opta che proponiamo ai lettori, si deducono diverse certezze. Per sintetizzare: la Roma è la squadra più corretta, che tira più in porta di tutte, che tiene la difesa più alta e che però in rapporto al valore della sua rosa subisce gli avversari in maniera decisamente sproporzionata. Ed è questo il margine di miglioramento più importante su cui l'allenatore dovrà lavorare subito dopo la sosta.

Tanti tiri, meno gol

Cominciamo dalle cose positive: la crisi che ha investito la squadra giallorossa in questa prima parte di stagione non sembra riguardare la sua fase di costruzione e di finalizzazione. La Roma comanda infatti la classifica dei tiri nello specchio della porta. Ne ha fatti 121, più di tutti, 5 più della Juventus stellare di Cristiano Ronaldo, 9 più del Napoli passato da Sarri ad Ancelotti, 24 più della Lazio di Inzaghi. Se tiri così tanto, vuol dire che tanto costruisci. Semmai stride il rapporto tra tiri e reti realizzate: nella specifica classifica infatti la Roma è solo quarta, dietro la sorprendente Atalanta e poi le solite Juventus e Napoli. 34 è un bel bottino, oltretutto raggiunto grazie alla collaborazione di 16 giocatori diversi. Il più prolifico è stato El Shaarawy, con 5. 4 ne hanno fatti Kolarov e Cristante, 3 Fazio e Ünder, 2 Schick, Dzeko, Pastore e Florenzi, 1 Manolas, Jesus, Lorenzo Pellegrini, Nzonzi, Zaniolo, Kluivert e Perotti. Estendendo il bilancio alla Champions League, il capocannoniere diventa Dzeko con 7 gol, davanti a Ünder con 6 e El Shaarawy con 5. In campionato sono stati proprio gli attaccanti a far mancare il loro contributo, in special modo Dzeko e Schick, appena due gol a testa. Anche qui, grande margine di miglioramento.

Sempre la più corretta

Dove la Roma continua a primeggiare (era così anche nella scorsa stagione) è nella correttezza dei suoi giocatori, altro dato acquisito per la squadra di Di Francesco e altra virtù (principalmente dell'allenatore) sottovalutata. La Roma è l'unica squadra della serie A, per esempio, a non essere stata ancora colpita dalla massima sanzione sul campo: l'espulsione. Tra le grandi, una ne hanno avuta Inter e Lazio, 2 Juventus e Fiorentina, addirittura 3 Milan, Napoli e Atalanta. La più indisciplinata in questo senso è stata il Cagliari, con 4 rossi (e due proprio contro la Roma). Non cambia molto la situazione anche valutando i cartellini gialli. Le cinque società più virtuose in questo senso sono Napoli (34 ammonizioni), Atalanta e Inter (35), Roma e Juventus (36). Spal e Frosinone ne hanno sommate 53. Nel numero dei falli commessi (o, per meglio dire, fischiati) c'è anche una certa corrispondenza. Anche in questo caso la Roma è ai vertici, per l'esattezza al terzo posto con 221 falli. Meglio hanno fatto solo Milan (200) e Napoli (202). Ne hanno fatti un po' di più invece Juve (235) e Lazio (260). Curiosamente la Lazio è anche la squadra che ne ha subiti di meno, 184. Seconda, o meglio, penultima la Roma, con 192. La più tartassata è stata la Samp (269).

Spalletti tiene la palla

Per quanto in Italia sia un dato di cui sembra sempre ci sia da vergognarsi (come se tenere il pallone sia un delitto, e non un segno di una squadra che quanto meno si diverte di più dell'altra, che invece corre dietro agli avversari), il possesso palla quasi sempre identifica anche le squadre che praticano il gioco più divertente, o quelle con maggior qualità tecnica. Non a caso nella parte alta di questa graduatoria ci sono le formazioni più apprezzate dal punto di vista estetico: comanda l'Inter (58,92% la media, Spalletti è sempre una garanzia di bel gioco e incisività), davanti alla Juventus (che ha giocatori talmente forti che difficilmente perdono il possesso), poi al Napoli, all'Atalanta (che quest'anno al consueto rock dei ritmi infernali imposti da Gasperini ha aggiunto anche un po' di jazz nella qualità delle giocate), al Sassuolo (che deve registrare meglio la fase difensiva, ma presto tornerà a volare) e, appunto, alla Roma (55,23%). Il dato peggiore? Il Parma, con 36,88%: e ripensiamo allora alla polemica fatta da D'Aversa dopo la gara con la Roma riguardo alla (presunta) sottovalutazione del suo gioco.

La difesa troppo alta?

Desta una certa curiosità anche la classifica del numero dei fuorigioco in cui le squadre del campionato di serie A hanno costretto gli avversari. Qui la Roma stradomina: sono 78 gli offsides provocati, addirittura 26 più di quelli della Spal, seconda con 52. Poi ci sono Sampdoria, Sassuolo e Empoli, davanti a Atalanta e Napoli (che con Ancelotti ha cambiato molto da questo punto di vista rispetto ai tempi di Sarri). E forse non sorprende del tutto il fatto che in coda a questa classifica non si trovi una squadra timida e magari neopromossa, ma proprio la più forte del campionato, la Juventus. E allora, al di là delle singole opinioni sul tema, qualche riflessione va fatta, se la squadra che subisce meno gol e quella che subisce meno tiri è di fatto la squadra che non mette mai in fuorigioco gli avversari e se invece la Roma, che ha avuto tanti problemi difensivi, è anche quella con la difesa più alta. Un dispositivo più cauto forse diventa necessario anche all'interno di una filosofia moderna come quella di Di Francesco, alla base di successi importanti come la semifinale di Champions League.

I gol attesi: bravo Olsen

Infine va sottolineata la bravura di Robin Olsen, il portiere giallorosso chiamato a un'impresa complicata come quella di non far rimpiangere Alisson. Il dato dei cosiddetti Expected Goals, e cioè il numero di gol attesi (a favore o contro) rispetto al numero e alle modalità delle conclusioni, indica che la Roma ha subito 3,7 gol in meno rispetto a quelli che le conclusioni concesse lasciassero presagire (Szczesny -5,6, Handanovic addirittura -7). Gol fatti e gol fatti attesi della Roma sono invece molto simili: la variazione è appena di 0,7.