Sette fedelissimi per Mou: una mini-squadra che, in questo scorcio iniziale di stagione, ha giocato quasi sempre. Si tratta di Rui Patricio, Karsdorp, Mancini, Ibañez, Cristante, Veretout e Lorenzo Pellegrini: quest'ultimo, purtroppo, non sarà a disposizione per il derby di domani, mentre tutti gli altri saranno (salvo sorprese) di nuovo in campo contro la Lazio. Anche a Roma, come in passato, José sta dimostrando di puntare su una rosa non eccessivamente ampia: finora sono stati utilizzati ventuno giocatori, ma sei di questi (Kumbulla, Reynolds, Diawara, Bove, Villar e Borja Mayoral) finora hanno disputato meno di 100'. Siamo ancora all'inizio della stagione e lo "Special One" ribadisce spesso come tutti torneranno utili nel corso dei prossimi mesi, soprattutto quando la stanchezza comincerà a farsi sentire. In parte, però, l'inevitabile debito d'ossigeno è emerso contro Udinese e (soprattutto) Verona: meglio nella prima parte (contro i friulani la Roma ha giocato, a detta di Mou, il miglior primo tempo della stagione), poi un calo nella ripresa. Due giorni fa si è riusciti ad amministrare, al Bentegodi invece c'è stata la rimonta e il sorpasso dei gialloblù. Che i giallorossi partano forte lo certifica anche un dato che non può essere casuale: la Roma è l'unica squadra nei cinque principali campionati europei ad essere sempre passata in vantaggio; un vantaggio tenuto fino al triplice fischio in sette occasioni su otto, con Verona unica eccezione.

Ora però, complice il tour de force che attende Pellegrini e compagni da qui a Natale (come minimo), le energie andranno dosate al meglio; in tal senso, il recupero di Smalling e quello prossimo di Viña saranno determinanti. L'inglese finora ha disputato soltanto 124', complice l'infortunio riportato proprio in occasione dell'ultima amichevole precampionato, ma al suo posto Mou ha potuto contare su Ibañez. Per il brasiliano 675': soltanto Patricio, Mancini e Pellegrini hanno giocato più di lui. A dimostrazione del fatto che - tra ko, squalifiche e necessità di tirare il fiato - da qui a maggio ci sarà bisogno di tutti. Anche di chi finora ha trovato pochissimo spazio: la stagione è lunga, gli impegni tanti, e l'importante sarà farsi trovare pronti quando si verrà chiamati in causa.

Stakanovisti

Rui Patricio e Mancini sono finora gli unici a non aver saltato neanche un minuto delle otto gare disputate dalla Roma: 720' (più recuperi) per il portoghese e l'ex Atalanta, che stanno risultando anche tra i migliori come rendimento. Alle loro spalle, sull'ultimo gradino del podio come minutaggio, figura il grande assente di domani: Lorenzo Pellegrini, con 698'. Seguono Cristante (662'), Veretout e Karsdorp (660' per entrambi): per tutti e tre otto presenze, ma a differenza di Mancini e Rui Patricio loro sono stati sostituiti. Come fatto presente da Mou alla vigilia della gara con l'Udinese, a differenza dell'attacco, a centrocampo i ricambi non sono al livello dei cosiddetti titolari, ragion per cui Cristante e Veretout di rado si accomodano in panchina.

Maggiore rotazione

Per quanto riguarda il reparto offensivo, il discorso è diverso: il minutaggio dei calciatori è distribuito in maniera più equa, eccezion fatta per Borja Mayoral (28' per lo spagnolo), tutti gli altri hanno disputato almeno 100'. Domina il già citato Pellegrini, che però dovrà essere sostituito contro la Lazio causa squalifica; alle spalle del Capitano troviamo, più o meno a pari merito, Abraham e Mkhitaryan: l'inglese, match-winner con l'Udinese, finora ha totalizzato 497' tra campionato e Conference League; l'armeno invece è stato in campo per 492'. Numeri che dimostrano come entrambi siano i titolari nei rispettivi ruoli; ma, essendo calciatori offensivi, hanno un maggiore dispendio di energie e di tanto in tanto debbono necessariamente tirare un po' il fiato. Segue Nicolò Zaniolo, out per squalifica a Salerno e sostituito da Carles Perez: per il numero 22 finora 472', con una rete nei playoff di Conference League al Trabzonspor; lo spagnolo invece vanta 240' in gare ufficiali. Quello che potremmo considerare l'autentico "dodicesimo" è Eldor Shomurodov: l'uzbeko è sempre sceso in campo, ma spesso lo ha fatto a partita in corso; per lui 317', con un gol e la bellezza di quattro assist. C'è poi El Shaarawy: ha giocato poco (187'), ma si è fatto trovare pronto con tre gol. A dimostrazione del fatto che, come dice sempre Mou, al netto del minutaggio tutti sono importanti, o lo saranno presto.