Un altro cinque ottobre. Oddio, forse è un po' esagerato perché quello che successe a Torino quel giorno è roba da guiness dei primati, ma il protagonista è ancora lui, il signor Gianluca Rocchi da Firenze. Solo che stavolta ha avuto pure un complice, il signor Michael Fabbri, nato a Faenza, sezione di Ravenna, ieri sera l'uomo delegato a quel Var che dovrebbe essere il grande fratello di tutti gli arbitri. Si vede, invece, che quelli che arbitrano sono tutti figli unici. Perché di errori nei confronti della Roma in queste prime quattordici partite di campionate ne sono stati commessi in quantità industriale al punto che può essere più che legittima un pizzico di irritazione (eufemismo).

Rigore su Zaniolo

Corre il minuto trentotto del primo tempo. Fin lì una partita equilibrata tra due squadre che stanno provando a vincerla. Zaniolo (che bravo questo ragazzino) si impossessa di un pallone al limite dell'area interista. Punta la porta. Se ne va con il pallone tra i piedi. Salta l'ultimo difensore dell'Inter. È in area. D'Ambrosio prova a toccare il pallone, non ci riesce, il risultato è che sgambetta il ragazzino che assomiglia a Jovetic. Zaniolo cade a terra. Allarga le braccia. È in attesa di sentire il fischio arbitrale e di vedere il dito dell'arbitro indicare il dischetto. È rigore solare, ammesso pure dopo qualche tentennamento iniziale, anche dai commentatori televisivi. Niente. Nessun fischio. I giocatori della Roma vanno a protestare. Rocchi fa capire che è in attesa di un riscontro dal grande fratello. Zaniolo, siamo sicuri, in cuor suo è convinto che sarà fischiato il rigore. Niente. Si continua. Si vede che il signor Fabbri deveessere stato colto da incontinenza ac Uno scandalo. Che diventa un doppio scandalo perché l'Inter ripartendo va a segnare il gol del primo vantaggio. Solo che a metà campo D'ambrosio, forse non ancora contento, ne combina un'altra. Un altro fallo su Zaniolo. E Rocchi fa segno di proseguire. L'azione si conclude con D'Ambrosio (ancora lui che in occasione del rigore da scorretto ha fatto pure segno a Zaniolo di rialzarsi) che crossa e Keita, come ti sbagli, ci castiga. Posso esse' ancora un po' incazzato? direbbe l'indimenticabile Alberto Sordi del Marchese del Grillo. Nella Roma lo sono tutti. Compreso Di Francesco che nel dopo partita ha preferito non parlare, ma non si è lasciato sfuggire una battuta a proposito di quel rigore, «oggi non ho messo gli occhiali», una frase che dice tutto. Rocchi aveva concesso il bis pure nella ripresa non concedendo il rigore per il fallo di mano di Brozovic. Solo che stvolta Fabbri doveva essere tornato dal bagno, lo ha richiamato e consigliato di andare a rivedere. Habemus rigore. Alla Roma non accadeva dalla partita con il Benevento dell'undici febbraio di quest'anno, penalty fischiato al novantesimo e che Defrel trasformò nel cinque a due finale.

I precedenti

Tutto questo ieri sera. Ma è stato solo l'ultimo capitolo di una prolungata serie di errori arbitrali che in questa stagione hanno penalizzato parecchio la nostra Roma. È un dato di fatto, non un'inclinazione al lamento a prescindere. E se qualcuno non lo dovesse capire, ce ne faremo una ragione, consapevoli che a questa squadra che per carità fin qui tutto ha fatto meno esaltarci, sono stati tolti dalle decisioni arbitrali non meno di sei-otto punti. Punti che in quella classifica che a vederla ancora ci rattrista, cambierebbero tutta la storia. È la quinta partita, quella di ieri sera contro l'Inter, in cui la Roma si vede defraudata dalle decisioni arbitrali (e meno male che ora c'è il Var altrimenti che sarebbe successo?). La prima è stata con la Spal. Sul punteggio iniziale non fu assegnato un calcio di rigore per un fallo su Dzeko e, poco dopo, dato un penalty agli emiliani per un fallo di Luca Pellegrini che era meno rigore di quello non dato ai giallorosso. Il secondo capitolo di questa triste storia che purtroppo conosciamo già è andato in scena al San Paolo. Roma in vantaggio, magari con un pizzico di fortuna, c'è una spinta di Albiol su Dzeko in area, Ospina tocca pure il piede del bosniaco, il risultato ammonizione per il centravanti. Non c'è due senza tre. Settimana successiva altro giro, altro torto. Si va a Firenze, la Roma gestisce la partita fino a quando Simeone dà un calcio in faccia a Olsen. Incredibile, diventa rigore per i viola. E il designatore Rizzoli arbitrale qualche giorno dopo ci dice che quello non era stato un errore (c'aveva ragione Totti a Udine). Ultimo episodio ma di cui se ne è parlato pochissimo perché chiedere di dare alla Roma quello che spetta alla Roma pare che sia diventato un peccato mortale, a Udine, risultato ancora fissato sullo zero a zero, Lorenzo Pellegrini subisce un fallo in area, nessun fischio, nessun intervento del Var. Ora ci sarà ancora qualcuno che non si è accorto che la Roma di quest'anno la stanno massacrando? Se c'è, consigliategli un medico, ne ha un disperato bisogno.