Se il Var - per sfacciato opportunismo di categoria, per incapacità di lettura del momento o per deferenza di chi guarda lo schermo, Fabbri, rispetto a chi arbitra, l'inadeguato Rocchi - non serve a dare rigori come quello di D'Ambrosio su Zaniolo sullo 0-0 di un equilibrato Roma-Inter allora bisognerebbe davvero chiedersi a che cosa serva. Di sicuro la partita ne è stata condizionata e solo per la straordinaria forza d'animo mostrata dalla Roma ieri sera il risultato finale ne è uscito equilibrato, con un 2-2 che lascia rimpianti e rimorsi in egual misura, ma almeno non ha le fattezze dello scempio che l'episodio, con l'immediatamente successivo vantaggio interista, avrebbe determinato. Fino allo scandaloso evento a cavallo del 37' minuto, con quella bolla di emozioni tradite per la certezza del fallo evidenziato dalle immagini a contrasto con l'irremovibilità di Rocchi ad andarlo a rivedere, era stata la Roma a meritarsi il lieve vantaggio territoriale nonostante la scelta di lasciare il palleggio all'Inter per scegliere immediate verticalizzazioni per colpire gli avversari sul tempo.

Così sono nate le principali occasioni costruite nel primo tempo: già al 1' minuto un taglio profondo di Zaniolo aveva colto impreparata la difesa nerazzurra, costringendo Handanovic alla prima di una serie di respinte in tuffo su cui mai gli attaccanti romanisti, Schick in primis, sono nel primo tempo riusciti ad arrivare in anticipo rispetto ai difensori. Al 6' e al 14' ci avevano provato Zaniolo e Florenzi, al 25' ancora Zaniolo al volo di sinistro aveva sfiorato l'incrocio, un minuto prima della più clamorosa occasione creata dalla Roma, grazie stavolta ad una strepitosa iniziativa proprio di Schick che dopo aver lasciato su posto il suo avversario diretto, una volta in area aveva servito con un geniale colpo di tacco l'arrembante Florenzi che, pur avendo il tempo di scegliere portata e obiettivo ha allargato troppo il piattone finendo col colpire il palo pieno. Non sfortuna, per l'ennesimo legno, ma occasione sprecata.

Non casuale, in ogni caso, l'occasione di destro per Florenzi: Di Francesco aveva scelto lui per attaccare l'Inter sulla sinistra, lasciando invece Ünder a destra per sfruttare proprio l'abbrivio delle loro corse dentro al campo per il tiro in porta col piede forte. E con le stesse circostanze arriverà anche il gol del turco nella ripresa. Del resto Di Francesco non aveva avuto grandi possibilità di scelta: con sette infortunati, di cui quattro solitamente titolari indiscussi (De Rossi, Lorenzo Pellegrini, El Shaarawy e Dzeko, oltre a Karsdorp e Coric e infine a Fazio che sarebbe andato in panchina ed è stato costretto alla tribuna per un malanno alla caviglia) e Perotti e Pastore appena tornati a disposizione (entreranno nel finale, manifestando però ancora tutte le loro difficoltà motorie), ha mandato in campo l'unica squadra possibile tenendosi la carta Kluivert nella ripresa (giocata con poco successo). Di fronte Spalletti aveva scelto il solito 4231 con Joao Mario a trequarti, mandando in campo rispetto alle previsioni della vigilia due ex laziali (Keita e De Vrij) e un ex romanista in panchina (Politano: entrerà nella ripresa, ma combinerà poco).

Ne è uscita una bella partita, purtroppo condizionata da quello spiacevole episodio. Fino ad allora, detto delle occasioni romaniste, vanno segnalate anche quelle interiste, con un tentativo di Icardi al 2', un destro di Keita all'11' e un colpo di testa di Perisic al 20'. Prima dell'episodio spartiacque ancora due occasioni, una per parte: Icardi al 30', sfuggito per la prima volta alla linea romanista a causa di una disattenzione nell'allineamento di Santon, su cui ha rimediato Olsen, e Zaniolo al 32', con un gran sinistro al volo che ha sfiorato l'incrocio dei pali. Poi l'obbrobrio di Rocchi, con successivo e poco valutato errore a metà campo, con un altro fallo su Zaniolo da cui partirà la transizione interista col cross di D'Ambrosio per Keita, bravo a prendere il tempo a Jesus per il vantaggio interista. La maledizione romanista sembrava prendere corpo nuovamente, sensazione accresciuta dalla meravigliosa parata di Handanovic sul sinistro su punizione di Kolarov al 40'.

Ma nella ripresa la Roma dimostra di essere ancora viva, andando a recuperare la partita una prima volta con Ünder, autore di un ciclonico sinistro che è stato sparato in una vita interna tra Skriniar e il palo prendendo totalmente di sorpresa il portiere sloveno, fin lì irreprensibile. Ma le sorprese non erano finite, con i due allenatori ad inventarsi ogni volta nuove strade dalla panchina (inseriti Politano, Vecino e Lautaro da Spalletti, Kluivert, Perotti e Pastore da Di Francesco) e i giocatori in campo a percorrerle con attenzione. Così al 10' Nzonzi ha sfiorato il vantaggio e al 13' ci ha provato Borja Valero, al 15' è stata la volta di Zaniolo e al 21' ha fatto gol Icardi, stavolta abile a prendere il tempo su corner saltando in mezzo tra Manolas e Jesus e a pulire l'angolo alla sinistra di Olsen. Cinque minuti dopo l'ennesima iniziativa romanista è stata interrotta da Brozovic in area, col gomito appositamente allargato. Alle nuove proteste romaniste Rocchi non ha dato seguito, ma non appena il replay ha mostrato le immagini, rilanciate dai monitor della Monte Mario, c'è stata una sollevazione popolare stavolta assecondata su richiamo del Var: rigore e gran pareggio di Kolarov. Seguiranno altri tentativi e una protesta interista nel finale per una spallata al limite di Manolas su Icardi.