Ha perso 2-1 contro una squadra di B mercoledì scorso l'avversario di questa sera dei giallorossi (che qui chiamano Real Betis Balompié e non Betis Siviglia) e i 2 gol li ha fatti il nigeriano Sadiq Umar, pochi mesi da fenomeno con la Roma Primavera - 4 gol all'esordio a Napoli, 2 alla seconda gara, 12 in 9 partite di campionato - promozione quasi immediata con Rudi Garcia, e una quasi immediata fase calante, dopo aver comunque segnato 2 gol in A: quelli con la Roma sono rimasti gli unici, non ne ha fatti nei pochi spezzoni con Bologna e Torino, ha trovato la sua dimensione quando i giallorossi lo hanno ceduto definitivamente, 15 reti col Partizan Belgrado e 20 lo scorso anno nella B spagnola con l'Almeria.

La difesa che non è riuscita a contenere Sadiq, alle 22 se la vedrà con Dzeko e compagni, davanti a 14.840 spettatori, ammessi al Benito Villamarín per una delle due gare della neonata "Unbeatables Cup". Partecipano anche Fiorentina ed Espanyol, che si affronteranno sempre oggi ma alle 19, all'Artemio Franchi: non c'è una finale, ci saranno due vincitori, uno per partita. Ma siccome due vincitori ci devono essere, in questa manifestazione patrocinata dalla Mahd Academy, un ente governativo saudita, per sostenere un'associazione che da anni sostiene la ricerca sulle cardiomiopatie e sulla morte improvvisa, ci saranno anche dei calci di rigore in caso di parità al 90%, ipotesi che nessuno si augura, visto che la squadra tornerà in Italia nella notte, dopo la partita. Che il Betis dedicherà a quello che da queste parti è chiamato "El mito supremo", Luis Del Sol, campione d'Europa con la Spagna nel 1964, Coppa dei Campioni, Intercontinentale, due campionati e una coppa nazionale con il Real Madrid, scudetto e Coppa Italia con la Juventus. Cresciuto nel Betis, passò al Real Madrid, vi rimase per tre stagoni, ne fece otto con la Juventus, e due con la Roma, di cui fu anche capitano, prima di tornare al Betis (fu anche allenatore, per due brevi parentesi). Venuto a mancare lo scorso 20 giugno, sarà omaggiato con il minuto di silenzio, una toppa sulla manica che lo ritrae con tutte le maglie della sua carriera, una fascia di capitano dedicata (che porterà anche la Roma), un gagliardetto, e un invito per i figli nel palco presidenziale, dove riceveranno anche una targa dal presidente Angel Haro.

In tempi ben più recenti (2016) la Roma ha ceduto al Real Betis il paraguaiano Sanabria, reduce da una buona stagione in prestito allo Sporting Gijon, con 11 reti a neppure vent'anni (cosa che in 50 anni di Liga era successa solamente 9 volte, a gente del calibro di Messi, Aguero, Raul, Fernando Torres, Bojan e Morientes). C'era anche una percentuale sulla futura rivendita, a cui la Roma rinuciò nel 2019, oltre a versare 23,5 milioni di euro, per avere Pau Lopez, che il Betis aveva preso un anno prima a parametro zero dall'Espanyol.