Ritorno al passato per ipotecare il futuro. Quello dei primi passi della proprietà americana. Quando la direttiva a stelle e strisce più o meno diceva: vogliamo comprare i giovani calciatori più forti del mondo. Oggi, qualcuno, magari per fare una battuta più o meno velenosa, potrebbe concludere il concetto dicendo «per poi rivenderli». Ci potrebbe pure stare, anche se il discorso sarebbe un po' più complesso. In realtà in questa occasione vogliamo sottolineare come la Roma in queste ultime due stagioni, abbia deciso di tornare a una strategia di mercato che guardi al presente ma con un occhio particolare al futuro.

La partita con la Samp

Domenica scorsa, nella partita contro la Sampdoria, Di Francesco ha mandato in campo un undici titolare con un'età media inferiore ai ventisei anni. Poche volte si sono viste Roma più giovani, il più anziano era Kolarov che ha appena compiuto 33 anni, nessun altro giocatore oltre la trentina (a Nzonzi manca un mese per soffiare sulle trenta candeline). Una media che, con gli ingressi incampo di Under (1997) e Zaniolo (1999) è poi ulteriormente diminuita anche se in parte compensata dal terzo cambio, cioè Edin Dzeko. Resta il fatto che l'inversione di tendenza nella strategia giallorossa è abbastanza evidente. Nella rosa a disposizione di Eusebio Di Francesco, ci sono dieci giocatori che non superano i ventitrè anni. Ci sono due ‘95 (Cristante e Karsdorp), due ‘96 (Lorenzo Pellegrini e Patrick Schick), tre ‘97 (Under, Fuzato, Coric), tre ‘99 (Kluivert, Zaniolo, Luca Pellegrini), in pratica poco meno del cinquanta per cento dell'intera rosa. E questa ritrovata scelta della linea verde è stato uno dei motivi per cui Monchi ha scelto Eusebio Di Francesco come allenatore. Il direttore sportivo spagnolo lo ha detto molto chiaramente quando gli è stato chiesto il motivo della scelta difranceschiana: «Sa lavorare e come far crescere i giovani». Il tecnico ci sta provando anche se con la necessaria prudenza per non rischiare di bruciarli in una piazza complessa come quella romana. Di Francesco sta gradualmente promuovendo nella formazione titolare i baby che ha a disposizione. Ha fatto esordire Luca Pellegrini e Nicolò Zaniolo, ha lavorato duro con Kluivert e adesso gli sta garantendo uno spazio sempre maggiore, un po' come fece la passata stagione con Under, l'unico con cui ancora sta andando con i piedi di piombo è il croato Coric, ma siamo sicuri che prima o dopo ci farà scoprire anche il talento arrivato dalla Dinamo Zagabria.

Il raffronto con le altre big

L'ultimo grido d'allarme è stato lanciato da Fabio Capello, «fate giocare i nostri giovani, solo così potranno migliorare». Un grido d'allarme che è arrivato dopo molti altri, a cominciare dal commissario tecnico azzurro Roberto Mancini. Ecco, la Roma, tra le squadre più importanti del nostro calcio, è quella che gli sta più dando ascolto. Prendiamo il caso dei 1999 che quest'anno sono stati utilizzati in campionato. In tutto sono stati tredici, la Roma ne ha mandati in campo tre (Zaniolo, Kluivert, Luca Pellegrini), solo la Fiorentina ne ha utilizzati altrettanti. Ma il dato che va sottolineato prendendo in considerazione le prime sei del campionato (Juventus, Napoli, Inter, Milan, Lazio), è che solo il Milan ha utilizzato un ‘99, che peraltro è Gigi Donnarumma, che ormai frequenta la nostra Serie A da diverse stagioni. Le altre, Inter, Juventus, Lazio e Napoli non hanno utilizzato neppure un ‘99, visto che gli altri andati in campo hanno vestito la maglia del Frosinone (2), del Bologna, dell'Empoli, del Parma e del Sassuolo. Il dato numerico diventa ancora più giallorosso se si prendono in considerazione gli Under 21. In questo senso nessuno come la Roma, che ne ha schierati la bellezza di sette (i tre ‘99 sopracitati, Lorenzo Pellegrini, Under, Schick, Coric anche se per pochi minuti). Dopo ci sono il Milan e il Napoli con quattro, Lazio e Inter con due, la Juventus con uno soltanto (ma i bianconeri è anche vero che sono stati gli unici a varare la formazione B).

Aspettando il futuro

Alla luce di questi numeri, la strategia di Monchi sembra essere quella di pensare al presente ma con uno sguardo forte verso il futuro. L'ultima campagna acquisti in questo senso è stata molto esplicativa. Un mercato in cui sono arrivati giocatori fatti e di esperienza (Pastore, Nzonzi, Olsen, Marcano, Santon, Mirante) e in egual numero ragazzi di belle speranze (Kluivert, Zaniolo, Coric, Bianda, Fuzato, Cristante). Avendo come obiettivo quello di costruire una squadra comunque importante per il presente, più forte immaginando un futuro in cui si vada alla cassa (in campo) con le scommesse baby fatte dal ds spagnolo.  Scommesse che sono andate a sommarsi agli investimenti della stagione precedente, Schick e Under su tutti, e alla promozione di Luca Pellegrini in prima squadra dopo un'importante carriera nel settore giovanile. Sperando, poi, che il settore giovanile continui a garantire ragazzi importanti per la prima squadra. E almeno un paio già ci sono