«La rottura del tendine d'Achille è scarsamente prevenibile». Sono le parole del professor Giuliano Cerulli, ortopedico, a Il Romanista riguardo l'infortunio di Spinazzola: «Ci sono certamente fattori predisponenti che sono legati alla morfologia della struttura tendinea - spiega -. La fascia e la pianta del piede formano un angolo retto, ma qualche volta ci può essere un'inclinazione verso l'interno o l'esterno che può provocare una diversa distribuzione dei carichi e portare a un sovraccarico sul tendine». Per Cerulli il calciatore giallorosso è stato sfortunato nella dinamica: «Spinazzola è scivolato e per mantenersi in equilibrio ha fatto una leva particolarmente intensa su quella parte del corpo».

Impossibile bypassare l'intervento per uno sportivo professionista che gioca ai massimi livelli: «Di norma deve venire effettuato. L'operazione nel 97-98% dei casi, in medicina non esiste il 100%, dà ottimi risultati e l'atleta può riprendere la propria attività sportiva anche ai livelli precedenti». La convalescenza di Spinazzola non sarà breve: «Per il recupero ci vogliono cinque-sei mesi, visto il tipo di sport e il ruolo in campo di Spinazzola - spiega Cerulli -. Potrà tornare a correre dopo 110-120 giorni. L'importante che la guarigione non sia solo biologica, ma anche meccanica». Molto probabilmente quindi il giallorosso tornerà in campo solamente nel 2022: «Credo che la fine di gennaio sia la data per una sicurezza massima, sia fisica che di prestazioni. Lui è un atleta molto motivato, a volte l'aspetto psicologico e caratteriale incide sulla guarigione»