Neanche mezz'ora dopo l'inizio della riunione in videoconferenza, verso le 19.30, il Ministro dello Sport Spadafora è sceso dai suoi uffici di Largo Chigi e ha affrontato l'assembramento delle mascherine in attesa (lui per parlare ovviamente non l'ha tenuta) per annunciare la fumata bianca: «È stata una riunione molto utile con tutte le componenti della Figc: come abbiamo detto sin dal primo momento il calcio sarebbe ripartito con le condizioni di sicurezza e con l'ok di Cts ai vari controlli. L'Italia sta ripartendo ed è giusto che lo faccia anche il calcio, il Comitato ha confermato la necessità imprescindibile della quarantena fiduciaria nel caso in cui un calciatore dovesse risultare positivo, eventualità che non ci auguriamo. La Serie A riparte dal 20 giugno».

Era l'annuncio tanto atteso, ed era persino scontato alla luce dell'accettazione del protocollo per le partite (in tutto e per tutto simile a quello per gli allenamenti) del Comitato Tecnico Scientifico già espressa in giornata: ovviamente però c'è il vincolo della quarantena di quattordici giorni che riguarderebbe tutta la squadra in caso di nuovo contagiato (che determinerebbe quindi un definitivo stop alla stagione, per evidenti motivi) che al momento resta valido, ma nell'auspicio dei presidenti potrà (dovrà?) essere allentato prima della ripartenza in coincidenza di eventuali nuovi dati confortanti della cosiddetta curva epidemiologica. È una sorta di scommessa sulla fiducia, o per meglio dire un salto nel buio.

E non l'unico, peraltro. Restano tanti altri dubbi sulle date ravvicinate (su cui per esempio Scaroni del Milan ha già espresso le sue perplessità), sugli orari (tre gli slot previsti finora: 17.15, 19.30, 21.45, ma sul primo l'Assocalciatori darà battaglia), sul caldo, sulla tenuta atletica, sui contratti, insomma sulle annunciate proteste dei tifosi. Ma i federali oggi volevano arrivare a questo risultato e lì Spadafora li ha portati. E si è capito che ci si sarebbe arrivati quando da Bologna sono arrivate buone notizie sui tamponi effettuati subito sul componente dello staff tecnico che aveva avuto un riscontro positivo a un altro tampone. A quanto pare, si può escludere il contagio e quindi gli allenamenti da oggi riprenderanno normalmente.

Spadafora ha aggiunto altri concetti al suo intervento, prima di scappare al Consiglio dei Ministri dando buca al Tg1 delle 20 con cui aveva concordato un appuntamento: «Come noto, il percorso dei tamponi non dovrà ledere le necessità generali di tutti i cittadini italiani, alla luce di queste considerazioni ho fatto presente alla FIGC che se dovesse riemergere l'emergenza sanitaria, il campionato dovrebbe essere nuovamente sospeso. La Federcalcio ha spiegato che esiste un piano B e un piano C: playoff e playout (che però ai presidenti non piacciono, ndr) oppure la cristallizzazione della classifica, come si dovrà fare è una decisione che spetta alla FIGC. Il campionato riprende il 20 giugno, mi sono già confrontato anche con il presidente del consiglio Conte. Spero si possa, nella settimana dal 13 al 20, completare la Coppa Italia: sarebbe una ripartenza a beneficio di tutti gli italiani essendo la competizione sul servizio pubblico. Anche oggi ho avuto contatti con Sky, mi auguro ci sia da loro un segnale di conferma, dopo le prime interlocuzioni positive, anche nell'interesse di evitare assembramenti in luoghi pubblici. Si sta avverando il mio auspicio che tutto il mondo dello sport potesse ripartire contemporaneamente, smentiamo la storiella che io avessi qualche riserva sul mondo del calcio. Modifica DPCM? Potremmo, ma si potrebbe anche partire il 14».

Sembra evidente il favore alla Rai e a chi aveva fatto pressioni per vedere in chiaro la ripartenza del calcio: cominciando con le semifinali e addirittura subito con la finale di Coppa Italia (il 13 o il 14 e il 17 giugno), la Rai farà subito i suoi grandi ascolti col diritto di trasmettere in esclusiva le gare della ripartenza, ma Sky avrà tutto il suo prodotto per intero, e dunque dovrà saldare le fatture già emesse dai club.

Per l'Inter si prospetta un vero tour de force: è l'unica impegnata in Coppa Italia che deve ancora recuperare una partita. L'Assemblea di Lega convocata per stamattina dovrà poi stabilire se il 20 giugno si ricomincerà con i 4 recuperi della 25ª giornata o con la 27ª giornata per intero (i club sarebbero divisi su questo), il 23 si proseguirebbe con l'altra scelta e poi dal 27 giugno si ripartirebbe tutti insieme, e a pari partite giocate, con la 28ª giornata. Sempre che lo si riesca a fare davvero. Tra i perplessi resta Tommasi, presidente dell'Assocalciatori: «È un passo avanti, ma restano tante criticità, speriamo di risolverle».