A Campo Testaccio è cresciuta l'erba e no, non c'è niente da esultare. Perché il verde non è quello del campo di pallone che tutti vorremmo vedere a via Zabaglia, ma quello della vegetazione ricresciuta grazie alle piogge sull'area bonificata solo qualche settimana fa. Per carità, nulla di paragonabile alla giungla che ha ricoperto per anni lo storico campo, oggi ridotto a enorme buca, prima della bonifica portata avanti dal Comune. Ma resta un segnale che sembra dire: fate in fretta, altrimenti servirà una seconda bonifica.

Testaccio attende. Attende che si finisca la messa in sicurezza annunciata dal Campidoglio e che possa quantomeno essere riaperto provvisoriamente come giardino, sperando che ci voglia solo qualche settimana come assicurato dall'assessore allo sport Frongia. Testaccio attende anche di conoscere il suo futuro, che è tutto da scrivere. Perché al di là del progetto transitorio, necessario a far sì che non ricresca la fitta vegetazione, bisognerà chiarire la sua futura destinazione d'uso. Abodi, presidente del Credito Sportivo, aveva rivelato il piano di farne la casa delle giovanili della Roma. I cittadini di Testaccio vogliono però che il campo sia accessibile anche ai loro figli. E sperano che l'AS Testaccio 68, la storica società del Rione XX oggi esule a Centocelle, possa un giorno tornare. Testaccio attende, sperando che si faccia presto. E che piova poco.