Alla vigilia della gara infrasettimanale tra Fiorentina e Roma, in programma domani sera ore 20:45 al Franchi, il tecnico dei viola Cesare Prandelli ha parlato in conferenza stampa. Di seguito, le parole dell'allenatore.

In situazioni di difficoltà si riparte dalle certezze, quali sono le certezze della Fiorentina e di Prandelli?
"Nel calcio ogni tre giorni ci sono momenti dove ti sembra di essere in una situazione paradossale e poi rinasci dopo una partita. La difficoltà in questo momento, devo esser sincero, è cercare di avere un po' più di rapporti chiari, veri e sinceri. Faccio un esempio: Ciccio Rialti era il primo a fare la critica e poi fare un passo indietro e stare vicino alla squadra. Adesso siamo circondati da una critica forte e calcisticamente ci sta. La società però ha fatto ciò che doveva, con investimenti forti, sta programmando. La società non c'entra nulla. Ho sentito il presidente, è molto arrabbiato e deluso, come noi. Ora non c'è da fare molte chiacchiere, dobbiamo lottare sempre fino alla fine di ogni partita, pensando che sia la partita più importante della stagione. Domani affrontiamo la Roma, una grande squadra, ma non dobbiamo andare in campo pensando di essere la vittima predestinata. Dobbiamo avere la voglia di tirar fuori tutta la nostra rabbia. Se abbiamo una dignità, una cattiveria, un orgoglio dobbiamo tirarli fuori e metterli in campo. Le difficoltà vanno superate, non vanno subite". 

Qual è ora il passo da fare e gli errori da non compiere per uscire da questa situazione?
"Gli errori li abbiamo commessi nelle ultime tre trasferte. Potevamo tornare con più punti. Inconsciamente, quando pensiamo di poter vincere la partita, abbassiamo la concentrazione in fase di non possesso. Dobbiamo lottare fino alla fine, su ogni pallone. Lo diciamo da mesi: questa è la nostra realtà, piaccia o non piaccia, dobbiamo uscirne tutti insieme. Proveremo a farlo già da domani". 

Su Callejon: può diventare una risorsa per la squadra o in questo momento non è pronto?
"Assolutamente, può essere una risorsa. Parlo di Callejon ogni settimana, non so cosa dire. La squadra è strutturata in un certo modo, lui è molto positivo in tutto, lavoriamo e pensiamo poi ad introdurre Callejon".

Amrabat è andato in panchina come scelta tecnica nell'ultima gara?
"Mi auguro che domani possa dimostrare la voglia di essere integrato in una squadra. Mi auguro che possa giocare più veloce, che possa giocare più in verticale. Dipenderà molto da lui, io non ho nessun problema con i giocatori. Quando faccio delle scelte è per la squadra, anche per dare motivazioni. Quando uno ha carattere e determinazione lo dimostra in campo". 

In questo momento c'è più paura o più voglia di riscatto? Si potrà rivedere la Fiorentina vista contro la Juventus?
"Personalmente c'è molto rispetto della Roma, paura no. Le partite vanno giocate dal primo all'ultimo minuto. Dobbiamo arrivare domani consapevoli di poter fare una grande partita, io sono convinto. Paradossalmente vorrei giocarmi la partita, giocare rischiando qualcosa, piuttosto che speculare. Vogliamo fare risultato, ma il risultato lo fai se vai spesso nell'area di rigore avversaria e crei dei problemi agli avversari". 

Cosa vi siete detti con Commisso?
"L'ho sentito molto arrabbiato, giustamente, perché crede molto nella Fiorentina. Abbiamo condiviso certi aspetti, abbiamo rimarcato il fatto che questa squadra deve dare di più, è responsabilità anche mia cercare di stimolare i giocatori. Commisso vuole far diventare grande questa squadra, ma le costruzioni dei grandi progetti partono spesso dalle difficoltà, è da queste situazioni che puoi migliorare. Questa è una fase in cui c'è arrabbiatura, ma non ha perso l'entusiasmo". 

C'è stato modo di parlare con i giocatori? Cosa intende dire alla squadra?
"C'è sempre la necessità di intervenire. In questo momento penso solo che è la squadra stessa che deve uscire da questa situazione. Abbiamo passato tante ore insieme, abbiamo cercato di lavorare. Ho a che fare con delle persone serie, stanno lavorando molto bene. La reazione ci deve essere. Sono convinto che l'aspetto umano, in questi momenti, deve avere la meglio su quello tecnico e tattico. Pradè a caldo era arrabbiato, ma ancora oggi non è contento, non se ne fa una ragione. Bisogna voltar pagina però e pensare a domani. La negatività ci sta, ma si volta pagina e si cerca di dare una mano a questa squadra. Siamo tutti tifosi, perché anche voi giornalisti siete tifosi. Siamo tutti sulla stessa barca, non è una situazione nuova questa. Da tre anni ci sono questi problemi. Da parte della società bisogna capire cos'è successo in questi tre anni e capire come cambiare la programmazione, sempre però con l'intenzione di fare una grande squadra: questo è il messaggio che mi sta mandando la società. In questo momento dobbiamo fare però soltanto i risultati". 

Possiamo attenderci sorprese tattiche?
"Contro l'Udinese non abbiamo atteso. Eravamo nella loro metà campo. L'Udinese è nata per chiudersi e ripartire, l'ha fatto anche contro l'Inter, facendola soffrire. Noi dovevamo percepire che sul finale dovevamo portare a casa il risultato, anche il pareggio se non riesci a vincere, ma non prendere contropiedi. Ci abbiamo provato, ma senza spazi e guizzi individuali sarà complicato. Domani sarà diverso: la partita la farà la Roma, non abbiamo la presunzione di dire che avremo la palla per 70 minuti. Loro hanno qualità superiori alle nostre. Non dobbiamo concedere spazi e poi dobbiamo avere la cattiveria agonistica di andare a fare gol". 

In tanti hanno visto l'inserimento di Montiel a due minuti dalla fine come una presa in giro al giocatore. Come vuole rispondere?
"Ho sempre avuto rispetto delle opinioni altrui, ognuno è libero di dire quello che vuole. Il ragazzo avrebbe voluto giocare anche soltanto 30 secondi. Ho pensato che, anche se mancava poco, poteva dare una scintilla alla squadra. Non mi piace però giustificare, ognuno ha le proprie idee sui cambi. Non ho mai replicato alle critiche, anche se arrivano da persone che mi stimano e che dovrebbero avere una sensibilità diversa, perché dovrebbero capire che quando sei seduto su una panchina così importante hai una grandissima responsabilità. Però per me rimangono amici". 

Quali sono le caratteristiche più pericolose della Roma? Senza Dzeko e con la possibilità di schierare un falso nueve possono mandare in difficoltà il reparto difensivo della Fiorentina?
"C'è un allenatore a Roma che, zitto zitto, rispettando tutti e prendendo delle decisioni che in alcuni momenti potevano sembrare impopolari, va avanti per la propria strada. Ha iniziato con un'idea di calcio, l'ha modificata e ha disegnato un sistema tattico sulle caratteristiche dei giocatori. Li mette in campo in maniera molto, molto precisa. La Roma è una squadra che ha qualità, ha corsa ed è forte sui calci piazzati. Una squadra importante. Noi dobbiamo pensare ad essere compatti. Quando cominceremo ad allungarci, soffriremo molto. La Roma però è una squadra che, come tutte quelle che hanno una mentalità propositiva, nel momento in cui perdono palla può avere dei problemi". 

Quando Kokorin dal primo minuto?
"Ci vuole tempo per integrare un giocatore che arriva da un campionato molto diverso. Platini ci ha messo 6 mesi per integrarsi nel calcio italiano. Kokorin ha indiscusse qualità tecniche, ma in questo momento gli dobbiamo dare tempo". 

Il problema della squadra è mentale? Perché partite che la Fiorentina non merita di perdere poi le perde?
"Forse inconsciamente, quando la squadra percepisce di poter vincere, abbassa l'attenzione sulla fase difensiva. Dobbiamo correggere questo aspetto, perché prima devi essere sicuro di portare a casa il risultato. Basta una disattenzione per prendere gol. Ultimamente potevamo portare a casa tanto, invece abbiamo portato a casa pochissimo. Mi auguro che siano situazioni che non si ripetano più, ma gli errori nel calcio vanno accettati".