Non potranno stare a torso nudo come a Lecce i tifosi giallorossi che oggi, in quest'orario preserale che fa tanto Europa League (le 18,55, puntuali), saranno presenti nel settore ospiti del Liebenau Stadion di Graz, l'impianto a dire il vero vecchiotto che ospiterà la sfida valida per la seconda giornata del Gruppo J dei girone della seconda competizione europea. L'escursione termica rispetto alle temperature pugliesi sarà intorno ai 20 gradi, dall'estate salentina all'inverno della Stiria. Meglio, però, per i muscoli del capitano e degli altri giallorossi, vista la fragilità evidenziata dalle fibre esposti alle alte temperature di una caldissima stagione che non sembra voler abbandonare l'Italia.

Qui invece l'autunno è già inoltrato e allo stadio si dovrà andare col piumino. Già ieri nella passeggiata serale che Fonseca e Fazio hanno fatto nello stadio per la conferenza stampa di presentazione dell'evento (l'allenamento di rifinitura, invece, per abitudine ormai consolidata si è svolto a Trigoria ieri mattina) si è saggiata la temperatura: faceva freschetto e ha sempre piovuto. A scaldare l'aria i 15mila austriaci che sosterranno la loro squadra ad un'impresa che sarebbe storica, la seconda dopo quella dell'esordio in casa del Borussia Moenchengladbach, un indiscutibile 0-4 che in qualche modo ha impedito a Fonseca qualsiasi errore di sottovalutazione nella preparazione della partita.

Del resto a questi punteggi larghi da queste parti si stanno abituando: solo tenendo conto delle ultime otto partite giocate dal Wolfsberger in tutte le competizioni, sono stati 28 i gol realizzati, a determinare sette vittorie e un pareggio, proprio nell'ultimo turno di campionato. In coppa nazionale passano il turno, in Europa League sono al vertice del gruppo J proprio con la Roma, in campionato sono terzi, dopo Salzburg e Lask.

Sono Lupi anche loro, proprio come quelli che vengono da Roma, ma al di là dei successi mietuti di recente, non dovrebbero realmente spaventare i giallorossi. Sì, sono l'Atalanta d'Austria, ma rispetto alle conoscenze tattiche dei soldati di Gasperini c'è una bella differenza. Chiaro che vincere in trasferta per la squadra di Fonseca rappresenterà una sorta di timbro sul passaporto: la questione qualificazione al turno successivo diventerebbe quasi una formalità.

Del resto la Roma negli anni in cui lascia la Champions per giocare in quest'altra competizione fa faville, almeno nella fase ai gironi. In tutti e due i precedenti, infatti, i giallorossi hanno chiuso il gruppo al primo posto, salvo poi lasciare la coppa ai sedicesimi (2009-10) e agli ottavi (2016-17). Di più, nei gironi la Roma è imbattuta da 12 partite (8 vittorie e 4 pareggio nel frattempo) e l'ultima sconfitta è maturata a Basilea proprio nel 2009.

Inoltre la specifica tradizione romanista contro le squadre austriache è davvero solida. Nelle due uniche uscite da queste parti la Roma ha vinto 4-1 a Innsbruck nel 1992 e 4-2 a Vienna con l'Austria nel 2016. Segnò due volte Dzeko, una a testa De Rossi e Nainggolan, tre leader di una Roma che non c'è più. Adesso è rimasto solo il bosniaco, con un bel gruppo di talenti e giocatori di maggior o minor esperienza comunque pronti a lottare fino all'ultimo minuto per la causa.

Nessun precedente specifico invece per i Lupi della Stiria contro le squadre italiane. Li ha invece già incontrati e battuti col Borussia Dortmund (segnando loro peraltro quattro gol, di cui tre in 13 minuti) Henrick Mkhitaryan, stasera assente e rimasto a casa con Perotti, Ünder, Pellegrini e Cetin. Presente lo stato maggiore romanista al completo, invece, con il Ceo Fienga, il vicepresidente Baldissoni e il ds Petrachi. In sala stampa si sono affacciati ieri per la conferenza di Fonseca anche Vito Scala, addetto agli arbitri della Roma, e Bruno Conti, il dirigente giallorosso più riconosciuto al mondo.