Sarebbe Gravino, ricordavamo ieri con uno scontato gioco di parole al presidente della Federcalcio, se alla ricerca delle soluzioni per la più adeguata chiusura del campionato al momento doverosamente sospeso per l'emergenza Coronavirus non si tenesse conto fino in fondo delle vere esigenze sportive, prima che finanziarie, delle società di Serie A e dei rispettivi tifosi. Dunque, l'impegno di tutti deve essere orientato all'individuazione delle date utili per giocare i quattro recuperi della 25ª giornata e le residue dodici giornate di campionato. Gravina ha fatto il massimo spostando un'amichevole della Nazionale e chiedendo all'Aic di rinunciare a una decina di giorni di ferie del contratto (confidando anche sul fatto che in questi giorni molti giocatori italiani saranno messi in "ferie forzate" come tanti altri lavoratori di ogni categoria) per arrivare a poter giocare fino al 31 maggio, dunque guadagnando una settimana in più rispetto alla fine del campionato originariamente previsto. Tutto questo, ovviamente, nel caso in cui l'Uefa confermasse l'Europeo, altrimenti si potrebbe giocare fino a giugno inoltrato.

Ma il presidente Gravina ha chiesto alla litigiosissima Lega di Serie A di trovare anche eventuali soluzioni alternative, proponendo nel caso anche di studiare una formula a play-off per assegnare uno scudetto. Ma a caldo si è diffusa anche una voce, passivamente ripresa da tutti i giornali senza cercare il riscontro con il diretto interessato che Il Romanista invece ha cercato, secondo la quale Gravina avrebbe indicato anche che il play-off in ogni caso sarebbe limitato alle squadre che attualmente occupano i primi quattro posti della classifica. Ma il presidente federale questa indicazione non l'ha mai data. E dunque ci permettiamo di indicare invece una soluzione alternativa assai più sportiva che potrebbe essere adottata qualora gli spazi per recuperare il campionato fossero davvero ristretti ed è una soluzione che permetterebbe di recuperare tutto in un mese, ma volendo anche in due settimane, dal momento in cui sarà composta una classifica di Serie A completa alla 26ª giornata (al momento mancano quattro partite per completare il quadro: Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari, Atalanta-Sassuolo e Torino-Parma). Una volta che saranno sgranate le posizioni dalla prima alla ventesima (secondo punti e le inevitabili variabili previste dalle norme federali: classifica avulsa ove fosse possibile, differenza reti degli scontri diretti, differenza reti complessiva, maggior numero di gol segnati, fino all'eventuale sorteggio).

Dopodiché si prenderanno le prime otto della classifica a giocarsi lo scudetto con una formula di playoff che riconoscerebbe un evidente vantaggio alle squadre in classifica piazzate meglio (che giocherebbero in casa a gara secca i quarti con due risultati su tre a disposizione e manterrebbero un vantaggio anche nelle semifinali da disputarsi con andata e ritorno). Si lascerebbero tranquille le squadre dal nono al dodicesimo posto (al momento Parma o Verona, Bologna, Sassuolo e Cagliari). E infine si manderebbero le ultime otto a giocarsi la salvezza con una formula di playout su due soli turni, anche in questo caso con evidenti vantaggi maturati da chi al momento è piazzato meglio nella classifica: le quattro vincenti sarebbero salve, le due perdenti piazzate peggio sarebbero retrocesse, l'altra uscirebbe dallo spareggio delle altre due. In poco tempo, e con il grande favore delle emittenti televisive che detengono i diritti che avrebbero a disposizione diciotto partite dentro o fuori con incassi commerciali da capogiro. E si rispetterebbero diritti maturati e possibilità di raggiungere i traguardi cui ogni società ambisce.