Gasperini: "Sono io che parlo di Champions, non la società. Per me esiste solo quello"
Il tecnico: "Chi pensa di mettermi pressione parlando di qualificazione in Champions si sbaglia di grosso. Perché è il mio obiettivo. Qui si deve lavorare bene, la città non è un problema"
(GETTY IMAGES)
Alla vigilia della sfida contro la Cremonese, Gian Piero Gasperini ha trattato in conferenza stampa diversi temi, tra cui quello della qualificazione in Champions League: "Voglio dire una cosa: la società e anche Ranieri hanno sempre detto che questo era un anno di transizione, per costruire. Chi ha parlato di Champions in questi mesi, sono io. Per me esiste solo quello, non esiste altro. Io l'ho lasciata la Champions, e mi manca anche molto non poterla giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione si sbaglia, perché l'obiettivo è il mio. Però bisogna far fuori o la Juve o il Napoli, più il Como e l'Atalanta. Sono venuto qua per costruire qualcosa di forte, eh. Non è che sono venuto per parlare ogni anno di costruzione, per mettere le mani avanti".
Gasp ha poi concluso: "Questo è l'obiettivo, e quello che è stato in questi mesi, inclusi i due mercati, tutto ciò è rivolto, per me, solo a quello. Che non si possa lavorare in questa città, per me non è vero. Certo, è difficile, ma non per la città. Dobbiamo lavorare bene qua dentro. Non c'entra la città. La città, lo stadio è sempre pieno. Avremo 130mila persone tra Cremonese e Juve, che vuoi di più? Dobbiamo lavorare qua bene, qua dobbiamo fare le cose giuste
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