Sono 28 i giocatori nella numerazione del Brescia - senza ragazzi tutt'ora in Primavera, nonostante l'ottima tradizione giovanile del club - 24 quelli utilizzati finora da Corini e Grosso, tre quelli che non hanno saltato un minuto, il 25enne Dimitri Bisoli, mediano come papà Pierpaolo, la rivelazione Cistana, il 22enne che la scorsa settimana è stato convocato in Nazionale, dove ha candidamente ammesso che 2 anni fa il suo sogno era giocare titolare in C, e il 26enne Sabelli, terzino destro scuola Roma, che ha ritrovato la A dopo l'assaggio (7 presenze e un gol) con il Carpi, da gennaio a giugno 2016. Minutaggio molto simile per il fenomeno di casa, Tonali, che farà vent'anni il prossimo 8 maggio, secondo più giovane della rosa (ma Mattia Viviani, classe 2000 ma di settembre, non è mai stato convocato): 11 partite su 11, saltando solamente 12' alla terza (entrò Spalek).

Ma il centrocampista accostato a Pirlo - l'acconciatura aiuta, anche se il suo vero sosia è l'attore Adam Driver, Kylo Ren di Star Wars - ha giocato più dei compagni, contando le 3 presenze - due nell'ultima sosta, e di 90'- con la Nazionale di Mancini, che lo ha promosso a stagione in corso dall'U21 (con cui aveva giocato altri 90' nella gara più importante, con l'Irlanda capolista). Se Tonali ha giocato più di tutti, il Brescia ha giocato meno: doveva ricevere il Sassuolo alla settima, la gara è stata rinviata al 18 dicembre per la morte del patron neroverde Squinzi. La squadra lombarda non si è stancata neppure in Coppa Italia: è uscita all'esordio, perdendo 2-1 ai supplementari a Perugia, il 18 agosto.

E l'attesissimo Balotelli ha giocato meno di tanti compagni - 552' su 990', meno del francese Ayé, ancora in cerca del primo gol in A - perché quando è stato tesserato doveva scontare 4 giornate di squalifica, rimediate lo scorso anno in Ligue 1. Non è stato convocato per la gara di oggi, e sarà la prima assenza: dopo la squalifica ne aveva giocate 7 su 7, una entrando all'intervallo, con la Fiorentina, l'ultima lasciando il campo dopo 45' anonimi, in una squadra che stava affondando (0-4 col Torino, era l'esordio di Fabio Grosso). Due i gol segnati, entrambi belli: il colpo di testa in elevazione al San Paolo col Napoli - club con cui ci sono sempre stati reciproci segnali d'amore, mai sfociati in nulla di concreto - e il magnifico destro di prima intenzione, all'incrocio dei pali, contro il Verona, nella gara in cui voleva lasciare il campo per lo sgradevole trattamento ricevuto dalla tifoseria di casa. Punti portati zero: entrambe le partite sono finite 1-2. Oggi il Brescia porterà in panchina 9 giocatori, finora non era mai andato oltre gli 8, rispetto ai 12 consentiti, dei 28 in rosa ben 16 hanno esordito in A quest'anno. Tra loro l'albanese Ndoj, ex riserva di Lorenzo Pellegrini nella Roma Primavera, rientrato da poco da un infortunio alla caviglia.