Una stagione da dimenticare: quella passata. Un'estate sulle corde, trascorsa nelle incertezze fino all'ultima parte. Un esordio di nuovo sugli scudi, entrambi carichi all'ingresso in campo e brillanti durante la gara nonostante il risultato agrodolce. Edin Dzeko e Alessandro Florenzi sono due calciatori che più diversi non si potrebbe, eppure hanno vissuto su binari paralleli gli ultimi mesi. Entrambi elementi fondamentali del gruppo, entrambi messi in discussione nell'annata peggiore, salvo tornare al centro del progetto all'alba della nuova stagione.
Esemplare la vicenda del bosniaco, dato partente certo in direzione Milano fino alla metà di agosto, eppure mai mollato da Petrachi, che ha sempre chiesto all'Inter la cifra più adeguata al reale valore dell'attaccante. Nel frattempo il direttore sportivo ha continuato a lavorare parallelamente ai suoi fianchi per convincerlo a restare nella Capitale, dove ha vissuto gli anni migliori e dove rimanendo avrebbe avuto modo di continuare a mietere primati personali. L'opera certosina ha fatto maturare i migliori frutti nell'ultima parte della sessione di mercato - con un rinnovo inatteso quanto accolto con soddisfazione reciproca dalle parti in causa - costringendo indirettamente anche le altre società coinvolte nel possibile vorticoso scambio di punte a ripiegare dalle intenzioni iniziali su una serie di conferme. Sia quel che sia altrove, l'importante è che Dzeko abbia prolungato la sua storia romanista. Con tutti i sentimenti.

Un precampionato importante che ha conquistato Fonseca, sempre prodigo di complimenti nei confronti del centravanti. Ma soprattutto una prima di Serie A che lo ha visto subito protagonista con una meravigliosa rete, la numero 88 in poco più di quattro anni di giallorosso. Nel momento attuale nessuno si sogna di mettere in discussione l'importanza di Edin per questa squadra. I suoi gol hanno sempre pesato come macigni, in campionato come nelle competizioni internazionali (e proprio dell'Europa League che si accinge a disputare nuovamente è stato capocannoniere), in cui li ha divisi quasi equamente fra tutti gli avversari affrontati (in A la sua unica vittima mancante è il Parma). Nel derby ha segnato due volte, anche se entrambe risalenti alla prima stagione.

Il precedente

L'ultima il 3 aprile del 2016, in una meravigliosa sfida terminata 4-1 per la Roma. Quel giorno andò in rete anche Florenzi, con uno splendido destro al volo, prima della firma di Perotti a chiudere il poker. Alessandro anche in quel derby giocato in trasferta aveva la stessa fascia al braccio che porterà oggi. Nell'occasione De Rossi e Totti sedevano in panchina e fu proprio il numero 16 il primo a correre incontro a Florenzi, prima che il resto della squadra lo sommergesse di meritati abbracci.
Adesso i gradi appartengono di diritto ad Alessandro, che ha ricevuto anche l'investitura dei tifosi - coi quali non sempre il rapporto è stato idilliaco - nel debutto contro il Genoa. La Sud gli ha tributato uno striscione che ha messo la parola fine nel modo più bello alle incomprensioni passate: «Avanti con la tradizione della fascia a un romano. Al fianco di Florenzi Capitano». E lui ha risposto con un'ottima prestazione, fatta di tanta sostanza, corsa e anche prelibatezze tecniche. La sua duttilità tattica permette a Fonseca di poterlo schierare basso o alto, e non è escluso che proprio nella sfida più importante possa salire a dare manforte all'attacco (sulla corsia mancina però), fornendo contemporaneamente maggiore equilibrio a tutta la squadra. E oggi sarà Florenzi - proprio con Dzeko - il leader chiamato a guidare la Roma in campo.

119

Sono le gare giocate insieme dall'esterno e dal centravanti. Edin Dzeko e Alessandro Florenzi giocano insieme dall'estate del 2015, quando il centravanti bosniaco fu acquistato dalla Roma. Da allora, i due giocatori sono scesi contemporaneamente in campo con la stessa maglia per 119 volte in tutte le competizioni, delle 23 in Champions League, una nei preliminari della massima competizione europea - il match d'andata contro il Porto - 2 in Coppa Italia, una in Europa League (nella stagione in cui il numero 24 si infortunò gravemente disputando soltanto le gare della primissima parte) e 92 in Serie A. Due sono le reti siglate da Florenzi su assist di Dzeko, mentre sono 5 i passaggi decisivi dell'italiano per i gol del centravanti bosniaco.