Zaniolo a Chiavari se lo ricordano bene tutti. I tifosi, i dirigenti, i compagni di squadra. Sulle tribune dello stadio Gastaldi il gruppetto degli affezionati che non si perdono neanche una seduta (quasi tutte a porte aperte, che bella abitudine hanno ancora le società di serie C) ne parla tra un'evoluzione e l'altra della squadra in campo. Il ragazzo è cresciuto, qui lo sentono ancora un po' loro. E vederlo giocare in Champions al Bernabeu è stato un motivo di orgoglio un po' per tutti. La trasferta di Roma è comunque al centro dei pensieri. Si studiano tragitti, prezzi, convenienze. È di ieri la notizia che è stata autorizzata una vendita libera e quindi non ci saranno i vincoli legati alla tessera del tifoso. C'è chi ne approfitterà per restare nella capitale un paio di giorni, chi tornerà la sera stessa al termine della partita: «C'è un treno pure a mezzanotte. Ma se andiamo ai supplementari?». C'è speranza, insomma, ed è giusto così. Il Centro Coordinamento dei tifosi si sta mobilitando. Saranno almeno cinque i pullman che partiranno lunedì stesso, uno dei quali prestissimo di mattina perché offrirà ai suoi clienti anche un giro turistico della città. Non mancherà il gruppo Ultras locale, la Gradinata Sud. Altri tifosi sciolti arriveranno in treno, i più intraprendenti anche in macchina. Preannunciato anche il sindaco Marco Di Capua. Non vuole mancare nessuno: alla fine il totale dovrebbe superare quota 500. Hanno realizzato anche una sciarpa celebrativa che unisce i colori dell'Entella e quelli della Roma: l'effetto, per via della somiglianza cromatica con quelli della Lazio, non è particolarmente riuscito, ma a queste sottigliezze a Chiavari giustamente nessuno fa caso.

Tornando allo stadio e al lavoro di questi giorni di vigilia, ovviamente gli occhi di tutti sono concentrati sui nuovi arrivati, De Santis e soprattutto Mancosu, rientrato dal Canada (per lui 69 presenze e 17 reti con il Montreal Impact del presidente Saputo, che l'attaccante aveva avuto a Bologna) per rimettersi a disposizione del suo vecchio mister, Boscaglia, con cui aveva lavorato a Trapani. A correre sul campo c'è anche Francesco Belli, una delle colonne dell'Entella. Lui c'era anche nell'anno in cui Zaniolo è stato qui e ovviamente ne conserva un gran ricordo: «Sono cinque anni che sto alla Virtus. Ricordo anche l'esordio di Nicolò, entrò negli ultimi minuti della partita di Benevento, al posto di Ciccio Caputo. Lui era arrivato qui per giocare nella Primavera, ma si vedeva che era strutturato per qualcosa di più. E poi non aveva paura di niente. Quando un ragazzino si presenta in prima squadra di solito resta un po' sulle sue, neanche vuole la palla. Lui invece si è proposto subito con un piglio diverso, ha fatto a tutti una grande impressione. E infatti dopo l'esordio ha fatto pure qualche partita da titolare. Forse gli mancava solo un po' il ritmo, ma il giocatore si vedeva tutto. E poi era pure un po' sfrontato. Insomma, un bel caratterino, gli è stato utile per imporsi, non me ne sono stupito». Belli lo rivedrà con piacere: «Nel calcio capita di cambiare squadre e non sentirsi più, ma per me rivederlo sarà un piacere. L'occasione poi per noi è di quelle top. Giocare all'Olimpico contro la Roma, sarà emozionante». Belli è un terzino destro, dall'altra parte si troverà probabilmente di fronte uno dei suoi idoli: «Adoro l'interpretazione del ruolo di Kolarov, è un giocatore che stimo molto, sfidarlo è già un traguardo». Anche Mancosu sembra pronto: all'Olimpico ha segnato il suo primo gol in serie A, con la maglia del Bologna contro la Lazio, nel 2015. Ora vorrebbe il bis.