Una data. Per sapere qualcosa in più su Campo Testaccio c'è una data e ci sono dei rappresentanti delle istituzioni pronti a rispondere alle domande dei cittadini e delle associazioni del territorio. Il 15 gennaio alle 15 Daniele Frongia, assessore allo sport del Comune, e Sabrina Alfonsi, presidente del Primo Municipio, incontreranno gli interessati all'interno della biblioteca Enzo Tortora, che affaccia proprio sull'area abbandonata di Via Zabaglia. Nella convocazione si parla di non meglio specificati aggiornamenti, ma sembrerebbe che la situazione di stallo - che avevamo denunciato in prima pagina su Il Romanista del 5 gennaio -, stia finalmente iniziando a sbloccarsi. Che i due rappresentanti di Comune e Municipio, uno del M5S e l'altro del Pd, decidano di convocare un incontro pubblico insieme è già un segnale. Un leggero riavvicinamento frutto dei colloqui tra i due in seguito a una piccola crisi istituzionale: il Municipio aveva convocato un Percorso di Partecipazione Popolare per proporre idee per il riutilizzo di Campo Testaccio, ma secondo Frongia l'iniziativa aveva creato ambiguità presso i soggetti interessati all'affidamento dell'impianto sportivo.

Nel frattempo, sono molte le partite che si stanno giocando attorno a quella che oggi è un enorme buca a cielo aperto. Stefano Marin e Claudia Santoloce, rispettivamente presidenti delle commissioni Lavori Pubblici e Politiche Sociali del Municipio, hanno scritto a Frongia chiedendo fondi per la manutenzione ordinaria dell'area di Campo Testaccio. Dopo la bonifica terminata a ottobre, infatti, l'erba ha ricominciato a crescere. L'occasione per destinare dei fondi sarebbe la prossima variazione di bilancio programmata dal Comune a febbraio: si attende ora la risposta dell'assessore. La questione è legata al ruolo del Municipio, che dovrebbe in teoria gestire quella che sarà la fase "transitoria" del progetto, ovvero una sistemazione parziale dell'area in attesa dell'affidamento definitivo. Ma anche su questo non c'è chiarezza, così come non è chiaro se una volta terminato l'impianto la gestione sarà di competenza municipale o comunale. Prima dell'abbandono era gestito dal Municipio, ma tutto lascia pensare che il Comune, dopo averne voluto la bonifica, deciderà di guidarne anche la nuova vita. Sono tante le domande e poche le risposte certe, al momento. Ma il 15 gennaio c'è l'occasione per dare qualche certezza in più agli ormai esausti abitanti della zona.