Clima teso in casa Porto. La sconfitta per 1-2 contro di noi ha interrotto una serie positiva che durava da ben ventisei partite, acuendo i problemi già messi in mostra dalla squadra portoghese in questo primo scorcio di 2019. I due pareggi consecutivi in campionato, la sconfitta in finale di Coppa di Lega e la débacle dell'Olimpico hanno fatto suonare il campanello d'allarme. La stampa lusitana ha analizzato meticolosamente la sfida di martedì, evidenziando in particolar modo il nervosismo di calciatori e allenatore, esploso anche in un acceso faccia a faccia tra Conceição e Felipe. Una discussione che ha richiesto l'intervento su Twitter di Francisco J. Marques, direttore della comunicazione del Porto. «L'indignazione di Felipe non era nei confronti di Conceição, che lo stava mettendo in guardia sul pericolo espulsione, ma riguardava una situazione di gioco. Nel nostro spogliatoio quando c'è bisogno di discutere, lo si fa, ma l'autorità dell'allenatore non è mai in discussione».

Ansia Brahimi

Un altro argomento caldo dopo la sfida contro la Roma è l'infortunio di Brahimi. Il primo bollettino medico ha parlato di distorsione alla caviglia sinistra, ma la giornata di mercoledì è stata caratterizzata da una crescente apprensione sulle condizioni dell'attaccante, uscito al 68'. Al rientro in Portogallo, la caviglia dell'algerino è apparsa molto gonfia, al punto da non consentirgli di indossare la scarpa. In attesa dei nuovi esami, una preoccupazione in più in vista del ritorno per i Dragões. Giocatori, tecnico e stampa guardano con ottimismo alla partita del 6 marzo, facendo leva anche su alcuni precedenti positivi. Per la sesta volta nella loro storia internazionale i portoghesi partiranno dall'1-2. In tre occasioni, contro Vejle (Coppa delle Coppe 1981/82), Dinamo Zagabria e Glasgow Rangers (Coppa delle Coppe 1983/84), sono riusciti a ribaltare il risultato.