Va bene il prestigio. Va bene arrivare tra le prime otto d'Europa per il secondo anno consecutivo, cosa che nella storia giallorossa non è che sia stata così frequente. Va bene la possibilità di ridare dignità a una stagione fin qui avarissima di soddisfazioni. Va bene la chance di alimentare un sogno che nella passata edizione è arrivato a un passo dall'apoteosi. Va bene tutto quello che vi pare, ma poi quello che conta per presente e futuro, è il cash, i soldi, i cammelli, il flusso di cassa direbbero quelli che hanno una certa dimestichezza con bilanci e affini. E allora, detto che a noi numeri e bilanci possono interessare il giusto, c'è da dire che i giallorossi nelle due sfide contro il Porto che metteranno in palio la qualificazione ai quarti di finale della coppa più ricca che c'è, si giocheranno una cifra non inferiore ai quindici milioni.

Botteghino e qualificazione

Di questi quindici c'è da precisare che tra i tre e quattro sono garantiti, a prescindere da come andranno le cose in campo. Sono i soldi relativi all'incasso del botteghino per la partita di domani sera all'Olimpico. Al momento non è possibile quantificare con esattezza la cifra, anche perché mancano ancora un paio di giorni di vendita dei tagliandi. Per ora siamo intorno ai cinquantamila garantiti, difficile che ci possa essere il tutto esaurito che, in ogni caso, non avvicinerebbe come incasso quelli record della passata stagione registrati nelle partite con Barcellona e Liverpool (anche perché per quelle due partite i prezzi fissati erano superiori a quelli stabiliti per questo ottavo di finale contro il Porto). Per il resto, parlando di soldi, Roma e Porto nei centottanta minuti della doppia sfida, salvo supplementari, si giocheranno la cifra di dieci milioni e mezzo di euro. Una doppia mano secca in cui le due squadre si giocheranno tutto o niente. Chi passa incassa, chi sarà eliminato non avrà nessun tipo di paracadute con cui, almeno da un punto di vista economico, consolarsi dall'eliminazione.

Market pool

La terza voce relativa agli introiti per questo ottavo di finale, è quella relativa al market pool. Cifra però impossibile da quantificare con sufficiente precisione, pur essendo stato dimezzato, con le eliminazioni di Napoli e Inter, il contingente italiano in Champions League. L'ipotesi migliore, almeno dal punto di vista della Roma, è quella di una qualificazione ai quarti di finale con la contemporanea eliminazione della Juventus (i bianconeri affronteranno l'Atletico Madrid). In questo caso, soprattutto in chiave quarti, il market pool della Roma (con i gironi i giallorossi hanno incassato da questa voce otto milioni e mezzo) aumenterebbe  progressivamente con il numero di partite giocate. In ogni caso la voce del market pool per questo turno potrà garantire una cifra non superiore al milione e mezzo. Sommando il tutto per la Roma passare ai quarti vorrebbe dire arrivare ad avere un garantito di cash da questa Champions di circa ottantacinque milioni di euro, cioè una quindicina di milioni in meno rispetto alla precedente edizione dove i giallorossi giocarono ulteriori due turni. Si ripetesse lo stesso percorso (tocchiamo ferro), stavolta l'incasso sarebbe superiore perché la qualificazione alla semifinale garantirebbe ulteriori dodici milioni e alla finale altri quindici. Senza contare i due incassi al botteghino che sommandoli non sarebbero inferiori ai dieci milioni. E poi ci sarebbero altri introiti dal market pool. In totale si arriverebbe probabilmente a oltre 130 milioni. Capito, perché la vogliono giocare tutti?