Da qualche anno la chiamano catena, quella serie di giocatori che agisce dallo stesso lato del campo. Mai come domani sera i tre ragazzi che si occuperanno della corsia destra dovranno stringere le proprie maglie. In senso metaforico e letterale. Da quel versante la Roma si affiderà a tre giovani già grandi. O quantomeno sul punto di diventarlo. Karsdorp dietro, Zaniolo davanti e in mezzo uno fra Cristante e Pellegrini, con l'altro che sarà comunque della partita anche se sul fianco opposto.
Non ci sarà dunque Patrik Schick. I timori cresciuti al ritorno dalla trasferta veronese si sono tramutati in realtà già nella tarda mattinata di ieri, quando l'assenza del ceco nella sfida di Champions è diventata conclamata. Contro il Chievo era uscito dopo un'ora di gioco toccandosi vistosamente la coscia sinistra, nel post-partita Di Francesco aveva rivelato che si trattava di un fastidio al flessore ma senza gravi conseguenze. Sensazione a caldo tendente all'ottimismo, che già nella giornata di sabato ha ricevuto una prima frenata. Sarebbero state decisive le ore successive per stabilire le possibilità di impiego dell'ex doriano.

In effetti il tempo previsto è stato determinante, ma in negativo. Schick esce di scena proprio alla vigilia della fondamentale gara europea con il Porto e proprio nel suo periodo migliore. Dall'inizio del nuovo anno è apparso un giocatore con una testa completamente diversa rispetto a quanto visto nel suo precedente anno e mezzo in giallorosso. Ancora deficitario in ambito realizzativo, ma di gran lunga più funzionale alla squadra, soprattutto nei ripiegamenti in fase di non possesso. Tanto da convincere il tecnico giallorosso a (ri)varare un tandem con Dzeko che dopo la seconda parte della scorsa stagione era stato di fatto accantonato.

Il bosniaco guiderà ancora l'attacco dopo l'ottima prestazione del Bentegodi. Ma al suo fianco oltre a El Shaarawy avrà un partner differente come Zaniolo, che proprio in Champions ha ricevuto il suo battesimo romanista. Il debutto da titolare è arrivato al Santiago Bernabeu, in uno stadio e contro un avversario da far tremare i polsi anche ai più navigati. Eppure questo sorprendente diciannovenne ha mostrato fin da quel giorno sangue freddo e personalità. In campionato è esploso, ma anche in Europa il suo percorso è prossimo a quello netto. Cinque presenze nelle sei gare del girone: due da titolare, entrambe di fronte al Real Madrid, a conferma delle certezze che ormai anche nei big match il numero 22 regala e della fiducia pressoché illimitata che Di Francesco nutre in lui. Sulla linea dei trequartisti nel 4231, da mezzala come da punta esterna nel 433, ormai Nicolò è titolare inamovibile di questa squadra.

Domani sarà schierato alto a destra e alle sue spalle troverà un altro giocatore in netta crescita. Rick Karsdorp ha disputato più partite in questo spicchietto di 2019 che nei restanti diciotto mesi in giallorosso: quasi tutte prestazioni più che positive, che gli hanno fatto scalare gerarchie nella considerazione del tecnico, complici anche gli attuali stati di forma - non brillantissimi - di Florenzi e Santon. L'olandese oggi compirà 24 anni e il suo regalo potrebbe essere proprio l'esordio da titolare in Champions (finora solo 21 minuti per lui a Madrid).

Per i progressi evidenziati nel corso della stagione sembrano ormai veterani, ma sono ancora giovani anche Cristante e Pellegrini (rispettivamente classe 1995 e 1996). A loro il compito di dare freschezza e dinamismo a un centrocampo che sarà imperniato sull'esperienza di Capitan De Rossi. L'ex atalantino è diventato un punto di riferimento in mezzo, prezioso in entrambe le fasi. Mentre il ragazzo cresciuto a Trigoria vanta uno score di tutto rispetto in questa Champions: in quattro presenze ha collezionato un gol e tre assist. La sottile linea verde romanista ha il futuro in pugno. A patto che cominci da domani sera.